Alì Terme. Stop allo scarico di inerti nel fiume Nisi dalle zone alluvionate. Nell’area di stocccaggio accumulati 500 mila metri cubi di fango

ALI’ TERME (Messina) – Da ieri sera è stato vietato di scaricare i materiali di risulta estratti a Scaletta Zanclea e Itala. La decisione è del presidente della Provincia, on. Nanni Ricevuto, che ha emanato un’ordinanza con la quale viene vietato con effetto immediato di continuare ad utilizzare la sponda destra del fiume Nisi, tra Alì Terme e Nizza di Sicilia, come stoccaggio provvisorio dei materiali di inerti. La nuova disposizione è stata presa dopo che ieri mattina c’era stato un sopralluogo del dipartimento Ambiente della Provincia, di tecnici della Protezione civile e dell’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, e a conclusione del quale ci si è resi conto che la discarica aveva già interessato una vasta area dove dal primo giorno dell’alluvione sono stati accumulati inerti, soprattutto fango, per oltre 500 mila metri cubi, che hanno raggiunto circa 4 metri d’altezza, 20 di larghezza e 500 metri di lunghezza in direzione monte, al di là del viadotto autostradale e delle condotte idriche Alcantara e Fiumefreddo che forniscono Messina.
Nell’ordinanza del presidente Ricevuto si chiede che vengano individuati dal commissario delegato, d’intesa con l’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le acque e l’Arpa Sicilia, nuovi siti di deposito dei detriti derivanti dalla situazione emergenziale venutasi a creare a causa dell’alluvione. E ieri sera si è riunita in Prefettura l’Unità di crisi per individuare nei paesi vicini ad Alì Terme nuove zone idonee: il provvedimento, infatti, non verrà più adottato dalla Provincia, come fa sapere il presidente Ricevuto, ma dall’appena nominata struttura commissariale. Dall’incontro, protrattosi fino a tarda ora, dovranno uscire gioco forza delle soluzioni perché è ovvio che da qualche parte si dovranno pur smaltire tutte le altre tonnellate di fango e pietre.

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