La tragedia di Messina e Scaletta: urge il censimento degli sfollati. A Itala ordinanza di sgombero per 176 persone. Polemiche per il pedaggio sulla A-18

Carmelo Caspanello

SCALETTA ZANCLEA – “Ground zero”. E’ il nome dato alla voragine sulla quale sorgeva il palazzo di dieci appartamenti, divenuto il simbolo della tragedia dell’1 ottobre. E’ stato raso al suolo. Le macerie per lo più sono state portate via. Rimane un grande spiazzo, che si affaccia sul mare. Al di là dello Stretto una “splendida” cartolina della Calabria illuminata dal sole fa a pugni con l’odore nauseante del pantano e l’immagine spettrale di Scaletta, del quartiere Foraggine. Quello in cui sorgevano piazza Don Bosco e l’istituto delle suore salesiane, cancellati dalle “onde” assassine. Tra il convento e il palazzo che non c’è più, in via Roma, i resti di una macelleria. Lì si trovava Santi Bellomo, 70 anni, quando l’ira del nubifragio e della frana staccatasi dalla montagna ha travolto tutto e tutti. Il figlio si è salvato. Il corpo del padre non è stato più ritrovato. Si continua a spalare all’altezza del palazzo abbattuto. Si presume che ci possano essere i resti di Alessandro, il giovane di 23 anni fratello di Onofrio Sturiale, del quale sono stati già celebrati i funerali. I dispersi del disastro restano complessivamente otto. Il cadavere di una donna è rimasto senza nome. Manca ancora l’acqua, a Scaletta. L’impianto di pubblica illuminazione non funziona. Le case sono zuppe di  fango. L’aria, impregnata di polvere, sotto il sole cocente diventa insopportabile. Ieri mattina è stata riaperta la ferrovia. La riviera jonica è meno isolata, adesso. La Statale 114 è stata liberata dall’immensa coltre di detriti. Ma vi possono transitare solo i mezzi di soccorso. Per raggiungere Messina in auto bisogna arrivare a Roccalumera dopo aver percorso quindici chilometri, imboccare l’autostrada  e tornare indietro fino al capoluogo. “E’ increscioso – ha tuonato ieri mattina in aula il consigliere provinciale Nino Muscarello, di Alì Terme – continuare a far pagare il pedaggio a questa gente, agli sfollati, a quanti si recano al lavoro o in ospedale a trovare i propri cari rimasti feriti. Avevamo chiesto per loro il transito gratuito sulla A-18. Non si è fatto nulla”. Le scuole ad Itala riapriranno oggi, tranne le elementari “Pietro Raneri”, minacciate da uno smottamento. Gli allievi delle medie di Scaletta saranno trasferiti nei locali messi a disposizione dalle suore dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Alì Terme. In città si lavora per la ripresa al più presto delle attività didattiche degli studenti delle aree colpite dalla calamità. Si opera su più fronti. Gli sfollati alloggiati negli alberghi, tra Messina e la fascia jonica della provincia, sono adesso 1037. Un numero destinato a salire notevolmente se si considerano quelli ospitati presso parenti e amici. Ieri il sindaco di Itala (paesino confinante con Scaletta) ha ordinato l’evacuazione di 176 persone residenti al centro del paese, nell’area adiacente il palazzo municipale. Nei giorni immediatamente successivi al disastro altri 56 cittadini residenti nelle contrade Mannello e Borgo avevano dovuto lasciare l’abitazione. La situazione ad Itala  resta molto precaria. L’acquedotto, distrutto dalla frana, è stato tappezzato con condutture volanti. L’acqua non è comunque potabile. Per oggi sono attesi gli analisti dell’Asl. A Scaletta gli sfollati sono 416, divisi tra alberghi e case private. Tutti vogliono fare ritorno nella propria abitazione. Ad Altolia e Molino, villaggi di Messina a ridosso di Giampilieri, i cittadini si sono detti contrari ad una eventuale evacuazione e pronti alla “resistenza ad oltranza”. Non accettano di essere “sradicati” dal proprio territorio ed hanno annunciato di “costituire un comitato affiancato da tecnici specializzati” per vagliare lo stato dei luoghi. L’assessore alle Politiche sociali di Messina, Pinella Aliberti, invoca un censimento complessivo degli sfollati. “Tra loro, in albergo – evidenzia Aliberti – soggiornavano anche persone che non ne avevano diritto. Una decina in tutto.  Li abbiamo scovati e subito denunciati ai carabinieri. Qualche altro – aggiunge l’assessore – si è intrufolato nei centri di smistamento delle derrate alimentari. Stiamo affrontando anche questi problemi”. Il sindaco Giuseppe Buzzanca, nella qualità di autorità comunale di Protezione civile, ha intanto informato gli abitanti della zona jonica della città, compresa tra Ponte schiavo e Giampilieri, della “permanenza di rischio idrogeologico”. Buzzanca ha aggiunto che “il monitoraggio continuo della situazione, predisposto dal dipartimento regionale della protezione civile, garantirà l’attivazione di ogni misura a salvaguardia della pubblica incolumità”. I sindaci di Scaletta, Itala e Messina ed il presidente della Provincia regionale di Messina hanno intanto presentato al Genio civile una raccolta di dati comprensiva di studi, documentazioni, rilievi topografici, fotografici e progetti relativi alle problematiche idrogeologiche del proprio territorio. Giovedì prossimo gli amministratori parteciperanno a Messina ad una riunione operativa sugli interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio.

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