Tratto di strada 114 a Capo Scaletta e Capo Alì, dove migliaia di automobilisti giornalmente rischiano la vita

SCALETTA ZANCLEA (Messina)  – Uno dei pensieri che assillano da svariati anni gli abitanti di Scaletta Zanclea, Itala Marina , Alì Terme  e di numerosi altri paesi della zona ionica, è quel ‘’muro’’ di colline che si stagliano minacciose sulla statale 114 a Capo Scaletta e Capo Alì e che annunciano qualcosa di grave, di irreparabile. E con l’arrivo dell’inverno i pericoli sono lì, ad ogni centimetro di strada. Percorrerla per le migliaia di automobilisti che giornalmente vi transitano equivale giocare alla roulette russa, non sai quando può colpire. Insomma, un gioco d’azzardo con in palio la vita. Per elencare le frane e le interruzioni di questi ultimi anni che si sono registrate nei due Capi sarebbe troppo lungo ma per capire lo stato di precarietà di quelle pareti rocciose è sufficiente ricordare che a dicembre del 2007 e fino a gennaio scorso la statale 114 è rimasta chiusa complessivamente per circa 4 mesi. A Capo Scaletta, tra l’altro, venne giù un macigno di oltre 5 tonnellate e gli smottamenti interessarono anche la sottostante Ferrovia. La tragedia in questi ultimi anni è stata evitata per coincidenze causali, come quella di una manciata di secondi che hanno preceduto il transito di un’auto dal crollo di pezzi di collina.. E lo scorso inverno ci furono manifestazioni di comitati spontanei di cittadini di fronte la Prefettura, a Capo Scaletta, occupazione della linea ferrata, una catena umana a Capo Alì, i Comuni si attivarono chiedendo a gran voce all’Anas di porre rimedio. E i rimedi arrivarono con la posa delle solite reti buone solo per acchiappare farfalle perché, diciamolo chiaro, se i stacca un costone roccioso non c’è rete che tenga. E nonostante negli anni siano stati spesi milioni di euro per imbrigliare le pareti, si continua ostinatamente a dire che quelle adoperate fin qui sono reti sicure, di ultima ‘’generazione’’ quando poi, puntualmente, vengono giù tonnellate di materiali. E le ultime spese che deve sostenere l’Anas a Capo Alì e che dovevano iniziare in questo mese riguardano, ancora una volta, l’imbrigliamento di qualche centinaio di metri di collina. Altri soldi, circa 500 mila euro, che saranno  spesi in malo modo. E che fine ha fatto nelle sedi preposte il progetto approntato dal Comune di Scaletta Zanclea per la costruzione di una galleria paramassi. Nessuno lo sa, compreso, il sindaco Mario Briguglio. Si troverà sicuramente in qualche cassetto dell’Anas. Inutile insistere con le reti, non vanno, non sono idonee e lo dimostra il fatto che in inverno la statale a Capo Alì e Capo Scaletta è disseminata di pietre e terra. E nella tragica alluvione del 1. ottobre scorso la strada in quelle zone è stata invasa da tonnellate di detriti. E a torrente Graci, ad Alì Terme, alcuni automobilisti rimasti intrappolati da fango e pietre sono vivi per miracolo. Ed allora che fare per eliminare definitivamente il pericolo. Alcune delle proposte, come quella della galleria a Scaletta Zanclea, è al vaglio del comune di Alì Terme. O, in alternativa, si pensa alla realizzazione di una galleria naturale o paramassi. Ma non viene scartata a livello locale l’idea  di far ricorso alla dinamite per ricavare dei terrazzamenti sulle fiancate delle colline dove poi piantumare alberi. Per gli automobilisti una scelta vale l’altra, purché si faccia presto per evitare che si dica ‘’…noi l’avevamo annunciato’’

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