Messina. Dolore e lacrime ai funerali delle vittime dell’alluvione. L’arcivescovo: ”Il nostro territorio violentato dal peccato dell’uomo per perseguire logiche perverse e speculazioni”

MESSINA – Strazianti le scene di dolore ai funerali delle vittime dell’alluvione celebrati questa mattina nel duomo di Messina. Prima dell’inizio della messa è stato letto il messaggio inviato dal Papa Benedetto XVI che ha espresso la solidarietà ”all’amata Sicilia” L’arcivescovo, mons. Calogero La Piana, all’omelia ha sottolineato: ”Come avviene sovente in circostanze simili, polemizzare, giudicare e condannare con sufficienza e presunzione. Non riusciamo a tollerare è il reiterato tentativo di strumentalizzare. Quello messinese è un territorio bello, ma troppo spesso sfregiato, violentato dal peccato dell’uomo, da interessi privati ed egoistici, noncuranza, logiche perverse e speculazioni di ogni ordine e grado”. Nel duomo, gremito in ogni ordine di posti, c’erano il presidente del COnsiglio, Silvio Berlusconi, in rappresentanza del Capo dello Stato il presidente del Senato, Renato Schifani, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, e numerosi sindaci, tra cui quello di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, il paese, assieme alla frazione di Giampilieri, più colpito dalla devastante alluvione. Ventuno le bare adagiate ai piedi dell’altare tutte avvolte nella bandiera tricolore tranne una, quella della badante romena morta a Scaletta nel tentativo di salvare l’anziana donna che accudiv, bara ricperta con la bandiera del suo Paese. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Tra le bare anche quella bianca della piccola Ilaria, 5 anni: sopra la quale c’era un palloncino bianco con il suo nome. Altri due palloncini bianchi ricordavano gli altri due bambini vittime della tragedia, Lorenzo, di 2 anni, e Francesco, di 6 anni, i cui corpi non sono stati ancora recuperati. Il numero delle vittime è fermo a 28: sette i dispersi. Durante la celebrazione eucaristica momenti di struggente dolore, lacrime e applausi. Due persone sono state colte da malore. Il momento più struggente l’uscita delle bare dal Duomo, che così hanno fatto ritorno nei loro luoghi di provenienza. E il palloncino bianco che volteggiava sulla piccola bara di Ilaria, ha simboleggiato l’immane tragedia.
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