Lettera aperta ai sindaci di Scaletta Zanclea e Itala: ”Il pericolo incombente rimane il torrente Itala!”

Pubblichiamo una ”lettera aperta” inviataci da un nostro utente, Mario Di Nuzzo, ed indirizzata ai sindaci di Scaletta Zanclea e Itala, Mario Briguglio e Antonio Miceli.
”Sigg.ri Sindaci di Itala e Scaletta Zanclea,
capisco bene, che il momento è drammatico,
e che ciò non fa altro che rendere impotenti due comunità ferite, distrutte nella loro identità, accomunate da economie precarie, ma soprattutto da significati storici e sociali di indubbia importanza, unico punto di riferimento dopo l’01 ottobre 2009.
Il vostro compito è molto difficile, e le comunità di Itala e Scaletta, ripongono su di voi e sulla politica molta fiducia.
Attribuire responsabilità a chi ha amministrato, territori con limiti urbanistici e culturali non comuni,  appartenenti all’identità, alla storia e alle tradizioni dei luoghi colpiti dall’alluvione, fa pensare, che non possiamo guardare solo all’alluvione del 25 ottobre 2007, come la causa di questo terremoto di fango, come denunciato in più riprese.
C’è altro!
Sarebbe riduttivo e inopportuno in questo momento, soprattutto per chi tenterà di ricominciare, di ricostruire un futuro.
Il mio intervento ha un significato preciso.
Sicuramente c’è da mettere un territorio in sicurezza, ma c’è un pericolo imminente che incombe adesso sul territorio.
– “questo pericolo ha un nome: il Torrente Itala”,
il cui corso è intralciato da Piazza Alcide De Gasperi,
Dott. Antonio Miceli, Dott. Mario Briguglio,
come avrete ben notato è un miracolo se all’indomani dell’alluvione, il 02/10/2009 il torrente Itala non è straripato.
Eravamo ad un passo dalla tragedia più grande della storia di Itala e Scaletta , ma il destino ha risparmiato mezzi, persone e abitazioni, come in occasione dell’alluvione del 2007, consentendo un rapido intervento dei mezzi recatisi in loco, per soccorrere le popolazioni di Marina di Scaletta e Guidomandri Superiore e Itala Superiore  in evidente difficoltà.
Questo mostro di fango ci ha graziati?
Penso proprio di si, ma, per quanto tempo ancora dovremo temere le furie del torrente?
Quello che vi chiedo da cittadino e in qualità di esperto di protezione civile, è di esaminare con estrema urgenza e oculatezza  le condizioni di Piazza Alcide De Gasperi, attraverso un collaudo statico urgente, che dia sufficienti garanzie a chi abita nei comuni di Itala e Scaletta e a tutti coloro che giornalmente vi transitano.
La popolazione dei due comuni  è stanca di temere sempre il maltempo.
In particolare vi chiedo di verificare lo stato di manutenzione che mi sembra alquanto precario e di vagliare attentamente la possibilità, di una eventuale demolizione della stessa Piazza Alcide De Gasperi, qualora fosse necessario o in alternativa attivare lo studio di un criterio diverso che consenta al torrente anche in casi eccezionali come l’01 ottobre 2009 di contenere una quantità di detriti e fango senz’altro maggiore rispetto alla normale capienza del torrente stesso.
Il suo spazio naturale e soffocato da una ingiustificata e inopportuna copertura che ostruisce il suo corso”, dimenticarlo sarebbe letale.
Scaletta insegna che i torrenti prima o poi si riprendono ciò che l’uomo ignorantemente ha sottratto.
Se incombono gravi rischi sulla frazione Guidomandri Superiore, per pericolo frane, ciò potrebbe avere ripercussioni gravissime anche su Itala Marina e sull’area che insiste su Piazza Alcide de Gasperi.
Non è la prima volta che il Torrente ci lancia degli avvertimenti, non lo sottovalutiamo!
Con franchezza vi dico: finora ci è andata bene, ricordate il 25 ottobre del 2007?
Basta guardare una settimana fa, quanta terra e detriti ha trascinato il torrente a valle.
C’è da notare, anche l’uso scellerato che si è fatto di Piazza Alcide de Gasperi, centro nevralgico del paese, in occasione dell’Alluvione di una settimana fa, che per scongiurare lo straripamento del torrente, si è avvalsa di numerosi mezzi per svariate tonnellate di peso, che hanno improvvisato sì, un soccorso di emergenza apprezzato da tutti, me compreso, ma che ha rischiato di tramutarsi in una  involuzione inaspettata e incontrollata.
Nel caso specifico, perché non si è fatto uso del campo sportivo come ricovero dei mezzi di soccorso?
Fortuna che i mezzi dei vigili del fuoco abbiano trovato ospitalità nel vicino comune di Ali Terme, altrimenti sarebbe stato necessario inventare un piano di viabilità  assolutamente inusuale e problematico, vista la conpresenza di mezzi di trasporto terra, etc. e tenuto conto che il numero delle unita di Polizia Municipale è assolutamente insufficiente per la viabilità, già durante le normali attività di controllo del territorio, figuriamoci in emergenza|!.
Ciò testimonia come l’alluvione del 2007 non sia servita da monito per pianificare un piano di protezione civile concreto sul territorio che potesse servire alle due comunità per prevenire i rischi derivanti dal punto di vista idrogeologico e sismico, attraverso esercitazioni e formazione per il personale interessato agli eventi calamitosi.
L’emergenza fango é il mostro sacro con cui dovremo convivere, visti i mutamenti climatologici avvenuti negli ultimi anni, a cui non siamo ancora preparati.
Inoltre credo che non siano state fatte politiche incisive ed educative che servissero da detonatore a chi appicca incendi dolosi che puntualmente ogni anno mettono a repentaglio la vita dei cittadini, la sicurezza del territorio, e la perdita gravissima di ettari di macchia mediterranea, provocando disastri annunciati e dissesti idrogeologici i cui effetti si materializzano in pochissimo tempo.
Perché non creare un sistema di telecamere a circuito chiuso sulle aree maggiormente interessate dagli incendi nel periodo estivo nei comuni di Itala e Scaletta, con la collaborazione delle forze dell’ordine, chiedendo finanziamenti ad hoc che consentano un maggior controllo del territorio collinare e forestale.
Questo messaggio vuole essere un motivo per riflettere affinché non si ripetano più gli errori che per ora pesano sulla coscienza di due comunità sfigurate nel corpo e nell’anima e che si sono tradotti in perdita di vite umane care a tutti.
Colgo l’occasione alla vigilia dei funerali di Stato che si svolgeranno domani 10 ottobre nella Cattedrale di Messina alla presenza delle più alte cariche dello Stato, e dei familiari delle vittime, per rendere omaggio alle vittime innocenti di questa tragedia e per far sentire allo stesso tempo la mia vicinanza ai familiari delle vittime.
L’auspicio di un’intera comunità, è che non si ripeta mai più un giorno come il primo ottobre.
Fate presto non c’è tempo da perdere!”
Mario Di Nuzzo
 

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