Messina. Capitano dei carabinieri eroe per caso tra le macerie di Giampilieri. Servizio nel tg90

Carmelo Caspanello

MESSINA – Tanti eroi, piccoli e grandi, si sono prodigati, prestando soccorso, dal primo istante in cui si è scatenato l’inferno di acqua e fango a Giampilieri superiore, il villaggio devastato dall’alluvione dello scorso primo ottobre. Tra loro, per caso, anche un capitano dei carabinieri, Luca Ciabocco, 28 anni, di passaggio da Messina. Giungeva in auto da Gorizia, quella sera, e si stava recando ad Enna, dove da oggi comanderà la Compagnia della città. In seguito alla chiusura dell’autostrada, è stato dirottato sulla Statale 114. Il suo viaggio ha fatto tappa forzata a Giampilieri, in mezzo al diluvio. “Mi sono reso conto immediatamente – spiega Ciabocco – che la situazione era gravissima. In mezzo al fango abbiamo liberato due persone rimaste intrappolate in auto in mezzo all’acqua e soccorso 200 turisti francesi che si trovavano su due pullman rimasti impantanati, portandoli al sicuro nell’istituto delle suore di S. Antonio”. Il capitano è stato il primo, con i colleghi di Giampilieri marina, a raggiungere Giampilieri superiore: “Ho impresso il volto di un uomo, per me rimasto l’emblema della tragedia, che cercava aiuto per la moglie e la figlia”. Era il papà della piccola Ilaria, la bimba di 5 anni trovata morta la scorsa notte dai vigili del fuoco. “Abbiamo salvato anziani e bambini – prosegue l’ufficiale – portandoli nei locali della scuola elementare, individuato come il posto più sicuro della borgata. E poi i feriti. Abbiamo fatto la spola a piedi trasportandoli in barella o con la sola forza delle braccia fino alla marina, quattro chilometri tra andata e ritorno”.

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