Messaggio dell’arcivescovo di Messina ai parroci e ai fedeli delle zone colpite dal tragico nubifragio: ”La natura grande dono da custodire e salvaguardare”

MESSINA – L’arcivescovo di Messina, mon. Calogero La Piana, ha inviato ai parroci e ai fedeli delle zone colpite dal nubifragio un messaggio. Qui di seguito il testo integrale:
‘’Fratelli e sorelle,
in questo giorno del Signore, mentre siete insieme ai vostri parroci per celebrare l’Eucaristia, rivolgo a tutti il mio pensiero. Desidero ardentemente che sappiate che vi seguo costantemente e con il mio cuore e la preghiera sono accanto a ciascuno di voi.
La consapevolezza di non rallentare le delicate operazioni di soccorso  non mi consente di poter venire in questo momento ma in attesa di stare con voi per ascoltarvi e portarvi la speranza d Cristo. Vi chiedo di sentirmi presente mentre, mentre attraverso il ministero sacerdotale del vostro parroco, presentate al Signore la gratitudine per la sua misericordia, la sofferenza per quanto avete perduto, il dolore per chi non è più tra noi. Il tragico nubifragio ha scosso ciascuno di noi, facendoci sentire fragili, ci ha ricordato quanto siamo piccole creature! Questa catastrofe naturale ha spazzato via le nostre case, ha sottratto ai nostri cuori tanti affetti, ha forse vanificato i sacrifci di tanti anni di lavoro ed impegno, ci ha fatto comprendere che la vita va radicata in Dio e costruita sulla salda roccia del suo amore e non su ciò che passa, su ciò che si sgretola! E tutto nel rispetto della natura, grande dono da custodire e salvaguardare, perché creata dall’uomo. Ora è la fiducia in Dio che deve abitare nei nostri cori. Come l’antifona d’ingresso della Messa ci dice, noi ci rivolgiamo a Colui che ‘’ha fatto tutte le cose, il cielo e la terra, tutte le meravigli che vi sono racchiuse’’, perché lui è il Signore di tutto l’universo’. Questo drammatico evento ancora una volta ha mosso la grande macchina della carità con le Forze dell’ordine, la Protezione civile, i volontari a voi tutti che vi siete adoperati per soccorrere, incoraggiare, mettere anche a repentaglio la vostra vita. Con l’apostolo Paolo, vorrei ripetere a tutti voi: ‘’siamo tribolati, ma non schiacciati, siamo sconvolti ma non disperati; perseguitati, ma non abbondanti, colpiti, ma non uccisi’’. Una parola sento di rivolgere ai miei sacerdoti, i vostri parroci. Non sapevamo e non sapevate che l’inizio di quest’anno sacerdotale vi avrebbe richiesto un ulteriore espressione d’amore per il popolo a voi affidato. E’ un ‘’sì che si rinnova ogni giorno nella donazione di sé’’ Grazie per la vostra testimonianza e per il vostro cuore sacerdotale. Cari fratelli e figli, unitamente ai sentimenti del mio affetto, vi giunga di cuore la mia benedizione’’.

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