Ultim’ora. Nubifragio sulla zona ionica: due morti. Chiuse per frane l’A18 Messina-Catania, la statale 114 a Capo Alì e Capo Scaletta e la Ferrovia.

Ore 2.30 – Fonti ufficiali della Prefettura e della Protezione civile hanno confermato la morte di due persone.

Ore 1.14 – Ci sarebbero due morti tra Scaletta Zanclea e Giampilieri Marina. Una persona sarebbe rimasta intrappolata in casa dal fango e dall’acqua, mentre la seconda vittima sarebbe stata trascinata in mare da un torrente che ha invaso la statale 114. La notizia, comunque, non è stata confermata dall’unità di crisi istituita alla Prefettura di Messina.

Ore 12.45 – Acqua e fango hanno invaso strade e abitazioni nei villaggi a sud di Messina. La situazione più grave a Giampilieri. Sul posto sono arrivati anche militari dell’Esercito.

Ore 00.56 – Strade, autostrada e ferrovia tra Scaletta Zanclea e Roccalumera, rimangono bloccate. Centinaia le auto imbottigliate. Gli automobilisti trascorreranno la notte in auto

Ore 23.50 – Altra ondata di maltempo anche sulla zona ionica messinese, caratterizzato da un violento nubifragio che ha provocato allagamenti nei centri abitati e smottamenti sulle strade provinciali, già in condizioni precarie a causa delle piogge dei giorni scorsi. Ed ancora una volta l’autostrada Messina-Catania è stata chiusa nel tratto Messina-Roccalumera per una frana e come se non bastasse anche la statale 114 è stata chiusa per frane a Capo Scaletta ed Alì Terme, nella zona di Graci. E Scaletta è crollata una palazzina sotto la spinta di fango e massi. Al momento non si sa se all’interno ci fossero persone. Anche il tratto ferroviario è interrotto tra Messina-Catania, esattamente tra Scaletta e Giampilieri dove, tra l’altro, è precipitata dalla statale un’auto che è finita sui binari. Il traffico, che era stato deviato dall’autostrada sulla 114, è rimasto paralizzato. Circolazione in tilt anche al casello della A18 di Tremestieri. Frequenti le interruzioni di energia elettrica. E,.intanto, continua a piovere con forte intensità. Reparti dell’Esercito sono stati inviati nelle zone maggiormente colpite. Un vero inferno di fango e acqua.

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