Furci. Un ponte in acciaio per far uscire dall’isolamento 7 famiglie di Artale bloccate da una frana

Carmelo Caspanello

FURCI SICULO – Potrebbe essere un ponte in acciaio la soluzione alla frana che da una settimana tiene isolate sette famiglie della frazione Artale, a monte dell’abitato di Furci. Ieri si sono recati nella borgata collinare, per un sopralluogo, i responsabili di una ditta specializzata di Palermo contattata dagli amministratori comunali, il sindaco Bruno Parisi, tecnici comunali, l’esperto tecnico gratuito del Comune ing. Alberto Filosa  e gli assessori ai Lavori pubblici, Francesco Rigano e alla Viabilità, Francesco Foti. Ad attenderli, alle 13. 30, anche le 16 persone residenti nei pressi della strada che conduce al piccolo cimitero, sulla quale si è aperta una voragine lunga 20 metri e profonda altrettanto. I cittadini hanno evidenziato i gravi disagi che stanno vivendo: sono collegati al resto del territorio da un viottolo, peraltro a rischio. A ciò va aggiunto che l’arteria comunale colpita dalla frana è anche rimasta al buio. Quella del ponte sembra al momento l’ipotesi più concreta per uscire dall’emergenza. Questa mattina sarà eseguita un’analisi del terreno alla presenza di un geologo. I tempi di realizzazione e posa sarebbero di una ventina di giorni. Non è stata ancora fatta una stima della spesa da sostenere. “Il problema è grave e va risolto al più presto” taglia corto il sindaco Parisi. “Per ciò che concerne il finanziamento, confidiamo nella Protezione civile – aggiunge – ma qualcosa va comunque fatta in fretta, non possiamo lasciare le 16 famiglie di Artale isolate. In queste condizioni anche i soccorsi sono impossibili”. Il sopralluogo odierno con il geologo sarà fondamentale per capire il da farsi. “Una cosa è certa – incalza il sindaco – bisogna intervenire immediatamente a monte per risolvere il problema del convogliamento delle acqua piovane, che hanno determinato la frana. Ci sono due montagne vicine ed in caso di pioggia le acque devono essere incanalate nella giusta direzione, se vogliamo evitare altri disastri”.

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