Messina. Influenza A, ispettori ministeriali al Papardo. Emessi 20 avvisi di garanzia nei confronti dei medici

MESSINA – Sono arrivati questa mattina all’ospedale Papardo di Messina gli ispettori inviati dal ministero della Salute e dalla Regione siciliana per compiere accertamenti sulla morte di Giovanna Russo, la donna di 46 anni affetta dal virus influenzale A/H1N1. Intanto la Procura della Repubblica di Messina ha emesso venti avvisi di garanzia nei confronti dei medici nell’ambito dell’inchiesta. I provvedimenti, firmati dal sostituto procuratore  Adriana Sciglio, sono un atto dovuto.

Intanto a Palermo sono stati approvati gli indirizzi operativi per la gestione della pandemia.
Tra il 27 luglio e il 13 settembre sono stati 72 i casi confermati di pazienti affetti dal virus H1N1 in Sicilia. Il dato è stato diffuso dal Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe). 
Oggi sono stati approvati gli indirizzi operativi per la gestione della pandemia, predisposti dal Comitato regionale per le pandemie, che saranno subito comunicati alle aziende sanitarie siciliane. Il documento, secondo quanto previsto dal Piano regionale pandemico, include anche le linee guida per la redazione dei piani aziendali.
“Già da alcune settimane – spiega l’assessore regionale Massimo Russo – i nostri uffici sono impegnati a fronteggiare la pandemia, in stretta collaborazione con i responsabili del Ministero della Salute. C’è la massima attenzione delle istituzioni per garantire la massima sicurezza ai cittadini ai quali però va ribadito l’appello a non lasciarsi suggestionare da certe informazioni allarmistiche e a seguire le indicazioni che vengono loro fornite dalle strutture deputate a fronteggiare il diffondersi dell’influenza”.
Gli indirizzi regionali delineano il quadro generale, individuano i soggetti istituzionalmente incaricati di assumere le decisioni, i provvedimenti da adottare in relazione alle differenti fasi pandemiche a livello locale e le modalità di livello generale attraverso cui procedere.

I PUNTI ESSENZIALI
Ogni azienda sanitaria provinciale (Asp) e azienda ospedaliera (AO), per assicurare il coordinamento delle attività a livello territoriale, istituisce l’unità di crisi aziendale per la pandemia (Ucap) che procede alla stesura e alla adozione del piano aziendale per la pandemia (Pap). L’Ucap rappresenta l’organo tecnico di supporto alla direzione generale per gli aspetti organizzativi e gestionali ed ha le caratteristiche di un gruppo operativo con funzioni di coordinamento delle attività previste dal Piano pandemico regionale a livello locale. La conduzione della unità di crisi aziendale per la pandemia è affidata al direttore sanitario: previsto anche il supporto di un referente dell’unità operativa “Educazione alla Salute” per gli aspetti riguardanti i piani di comunicazione aziendali.
Ogni azienda sanitaria dovrà pianificare le misure di prevenzione da attuare: dovranno essere garantite le registrazioni delle vaccinazioni eseguite secondo le modalità già in uso nei settori competenti ed eventualmente assicurare il richiamo delle seconde dosi. Ogni azienda predisporrà l’elenco dei centri di vaccinazione e dovrà stimare tutte le categorie prioritarie previste dalle indicazioni nazionali. E’ prevista l’attivazione della rete di farmacovigilanza per monitorare in tempo reale eventuali segnalazioni di reazioni avverse.
Per quanto riguarda i donatori di sangue, è in fase di redazione uno specifico piano di intervento, sulla base delle linee guida nazionali, che privilegia il potenziamento di richiami programmati e distribuiti nel tempo a cura dei servizi trasfusionali, in collaborazione con le associazioni di volontariato.

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