Messina. Inaugurata questa mattina all’Università la nuova Sala Senato. E’ dotata di 32 postazioni multimediali

MESSINA – Una cerimonia sobria quella che ha caratterizzato l’inaugurazione della Sala Senato dell’Università di Messina. Una giornata triste di lutto nazionale – ha voluto evidenziare subito il rettore prof. Francesco Tomasello – ma per problemi organizzativi non è stato possibile rinviare questo appuntamento. Alle 11 – ha ribadito ancora il prof. Tomasello – osserveremo un minuto di silenzio per ricordare i nostri militari caduti in Afghanistan.
La  Sala Senato, progettata e realizzata dall’Ufficio Tecnico dell’Università, è una struttura funzionale e fruibile, dotata di 32 postazioni multimediali equipaggiate con i più moderni sistemi di videoconferenza: ha un grande tavolo presidenziale e tre file di sedute in massello di noce disposte a semicerchio ad altezze crescenti.
Si tratta di uno strumento mai esistito fino a questo momento nell’ateneo peloritano; ateneo – ha detto il rettore – fondato nel 1548 che ha doveri e responsabilità.
L’incontro nell’aula senato è stato anche l’occasione per fare il punto sulle polemiche scaturite dopo le recenti classifiche delle università italiane stilate dal Miur .
Tomasello ha citato una notizia apparsa sul Messaggero in cui il rettore dell’Università di Parma parla di una controclassifica da contrapporre a quella del ministero e nella quale l’ateneo di Messina passerebbe dal 51º al 30º posto. Secondo Gino Ferretti, infatti, alla lista fornita dal Miur mancano due elementi fondamentali: non è facilmente ricostruibile e, inoltre, l’elenco delle università migliori non è basato solo su criteri di merito, ma vi sono calcoli che nulla hanno a che fare con la qualità della didattica e della ricerca.
«L’Università è un’istituzione culturale e intende assecondare tutti quei processi che possono favorire i cambiamenti e l’innovazione – ha evidenziato il rettore – perché qui si sta giocando il futuro delle giovani generazioni e l’esaltazione del merito rassicura i giovani». Non è un caso che – primi in Italia – per i prossimi concorsi a tempo determinato i curriculum dei candidati saranno valutati prima da referenti internazionali e solo dopo questo esame, quelli ritenuti idonei verranno giudicati da parte di una commissione locale così come prevede la legge.

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