Alì Terme accolto ad unanimità nel consigio direttivo dei Comuni termali

AlI’ TERME – Alì Terme è entrato a far parte del Consiglio direttivo del comuni termali. L’ingresso è stato votato a maggioranza dall’assemblea dei sindaci dell’Ancot. La cittadina jonica ne farà parte per tre anni, così come previsto dallo Statuto. La presidenza è andata ad Abano Terme, che succede a Chianciano alla guida dell’improtante struttura associativa. Il nuovo vertice si è fatto promotore di importanti iniziative di riforma dell’intero settore, anche alla luce della crisi economico-finanziaria. “E’ stato raggiunto un traguardo importante che ci consentirà di dialogare di termalismo e del futuro del settore con gli amministratori di città all’avanguardia, punti di riferimento a livello nazionale”. Questo il commento soddisfatto dell’assessore Tommaso Micalizzi di ritorno da Chianciano Terme, dove insieme al collega Carmelo Sparacino ha partecipato all’assemblea ordinaria dell’Associazione italiana comuni termali. “L’importante riconoscimento – spiega l’assessore Micalizzi – è frutto anche della nuova politica che si vuole attuare all’interno dell’Ancot, mirata a favorire maggiore partecipazione e che guarda con notevole interesse alla enormi potenzialità di sviluppo di tanti piccoli Comuni Termali che, come Alì Terme, possono offrire unitamente al pacchetto termale, anche altre risorse derivanti dallo sfruttamento delle bellezze naturali e paesaggistiche”. Micalizzi ha aggiunto che si tratta di “un traguardo storico se si considera che non faranno parte del direttivo Comuni del calibro di Ischia, Viterbo, Castrocaro, che vantano di sicuro grandi potenzialità e anche diffuso apprezzamento. Adesso aspettiamo di capire quali saranno le prime mosse di questo nuovo corso della politica termale”. Nell’ultima riunione è stata assegnata la vice presidenza dell’associazione al Comune di Casamicciola (Ischia) con funzione di coordinamento per tutto ciò che riguarda le Regioni del Sud Italia. “Questa – conclude Micalizzi – è la dimostrazione di un nuovo assetto del baricentro della politica termale, che fino ad oggi si vedeva spostata sempre verso nord e forse anche distante da quelli che sono i nostri interessi e le nostre esigenze”.
                                     
             

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