Taormina. Isolabella, si cambia. L’assessore regionale Leanza: “Gestione da modificare”

Carmelo Caspanello

TAORMINA – “Due anni fa ho concesso un milione e mezzo di euro di finanziamento per Isolabella con l’obiettivo di farla diventare residenza di personaggi illustri in visita in Sicilia e museo di se stessa. Purtroppo sono rientrato ai Beni culturali ed ho notato che  i soldi sono ancora li e non è stato speso un solo centesimo”. Parte da lontano l’assessore regionale Lino Leanza per stigmatizzare la situazione che attanaglia la riserva naturale orientata, caratterizzata ormai da troppo tempo da conflitti di competenze e vuoti gestionali che vanno colmati. L’esponente del Governo regionale annuncia novità, importanti e radicali, in tempi brevi, che sembrano il preludio al commissariamento. “Li – esordisce – va cambiato tutto. Nei prossimi giorni – taglia corto l’assessore Leanza – prenderemo delle decisioni rilevanti, sposteremo qualcuno e metteremo in moto meccanismi virtuosi. Chi vorrà collaborare con la Regione potrà farlo: i più meritevoli e i più capaci avranno spazio, gli altri – evidenzia senza mezzi termini – dovranno mettersi un po’ da parte. La Regione, per agevolare il salto di qualità della Sicilia – ha aggiunto – ha bisogno sì dì amministratori in gamba ma anche di dirigenti e funzionari che amano questa terra e che siano all’altezza”. Al momento la Provincia gestisce la parte della riserva che riguarda la baia  (l’affidamento è scaduto lo scorso 31 dicembre ed è stato rinnovato solo verbalmente) mentre sull’isolotto è competente la Soprintendenza, l’assessorato regionale ai Beni culturali. Il passato, i conflitti e le diatribe istituzionali sono fatti già noti. “Isolabella – incalza l’assessore regionale – non può rimanere imbalsamata: si deve tutelare ma allo stesso tempo deve essere fruibile ai visitatori. Chi la vede se ne innamora a prima vista. Le parole d’ordine per quanto ci riguarda sono le seguenti: valorizzare, fruire, gestire e promuovere in maniera intelligente, in modo da coniugare l’aspetto culturale con quello economico”. Per il futuro c’è già un’idea concreta. “Avevamo chiesto al Fai (Fondo ambiente Italia) – prosegue Leanza – di gestire l’isolotto per le sue qualificate competenze. Noi ci muoveremo in tal senso. Nei prossimi mesi partiranno dei bandi ai quali i privati, quelli d’eccellenza, possono partecipare per vincere una battaglia fondamentale: fare diventare questa terra un patrimonio culturale e contestualmente economico”.

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