Taormina. Servono nuove regole per i siti archeologici

TAORMINA. Le affollate giornate estive hanno testimoniato, ancora una volta, le difficoltà di visita dei beni architettonici di Taormina. Urge, quindi, pensare ad un piano complessivo. Sarebbero necessarie iniziative per cercare di risolvere una questione, che si ripresenta puntualmente ormai da tempo. Visitare l’Isolabella in maniera veloce e spedita è auspicabile. Stesso discorso vale per il mitico Castel Tauro, che si trova nella parte superiore del centro storico. Per il caso dell’isolotto simbolo di Taormina, si parlava tempo addietro di realizzare magari una passerella poco invasiva e di abbattere le barriere architettoniche della scalinata che conduce all’arenile. Ma la situazione difficile è anche quella della fortezza, che si erge sul centro storico dove, per arrivare alla terrazza per eccellenza di Taormina, si devono percorrere numerosi scalini di una via che attende da tempo di essere riqualificata. E poi sarebbe necessaria anche un’adeguata cartellonistica. Per non parlare del Teatro Antico, che fino a qualche tempo fa è stato bersaglio delle lamentele di quanti chiedevano semplicemente l’eliminazione delle erbacce, che si trovano nella parte della cavea non fruibile dagli spettatori. In sostanza, urge una riorganizzazione generale. Si parla da tempo di fruizione anche serale di siti quale, ad esempio, l’Odeon ubicato dietro piazza S. Caterina. Ma tutti i siti storici hanno bisogno di un’adeguata illuminazione notturna. Potrebbe essere indicata anche la via dei privati. Per esempio, alcuni imprenditori si sono dimostrati nel tempo anche disponibili ad eseguire, a loro spese, interventi di miglioramento delle strutture che proteggono i mosaici romani. Ma si scontrano con la burocrazia. In sostanza Taormina, una delle perle del Mediterraneo, non riesce a risplendere perché manca un’organizzazione adeguata di tutti i suoi siti caratteristici. Eppure di soldi, grazie ai biglietti d’ingresso, se ne potrebbero fare tanti.

 

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