Taormina. Una Cavalleria rusticana tutta al femminile

Taormina – Sarà Cavalleria Rusticana  tutta al “femminile” quella che andrà in scena al Teatro Antico per Taormina Arte domani e il 21 agosto, ore 21.30,  perché la regista Patricia Panton,  il direttore d’orchestra Keri Lynn Wilson e la scenografa costumista Francesca Cannavò sono tutte rappresentanti del “gentil sesso”. Sul palco dell’area storica taorminese si troveranno, inoltre, grandi interpreti anche per il secondo melodramma della prestigiosa stagione lirica voluta dal direttore artistico della sezione Musica&Danza di Taormina Arte, il maestro Enrico Castiglione. La regia avrà una visione particolare della fatica musicale di Mascagni non dimenticando appunto il filo conduttore di questa “Cavalleria”. Si aprirà nel palcoscenico taorminese un’interpretazione che guarderà, principalmente, al modo di affrontare la vita delle donne. “Nel mondo – ha affermato, infatti, la Panton – le donne sono tutte uguali. Solo che quelle siciliane mostrano di più. Le passioni sono le stesse in tutto il globo. Lo dico da anglosassone. In scena Santuzza sarà passionale con comportamenti agli  estremi. Gli uomini, invece, non vogliono brighe perché preferiscono la
pace in famiglia. In quest’opera le donne saranno vittime della loro  stessa passionalità. Si percepiranno in scena tre angosce di donna: amore di mamma Lucia, amore di una donna ferita, Santuzza e amore frivolo di Lola che vuole tutto”. Sul palcoscenico, dunque, Lola, nella visione della regista, è la ragazza che riprende il suo uomo per
ripicca nei confronti di un’altra donna. Santuzza, è, invece, una bella ragazza di paese che ama Turiddu ed impazzisce di gelosia a causa di Lola. Mamma Lucia, infine, è colei che ama il figlio e percepisce subito che c’è un problema e lo vuole proteggere ad ogni costo. “Mascagni –  conclude la regista – soffia sul fuoco delle passioni con la sua musica, narrando con le note, questa Sicilia dove l’amore e la famiglia hanno un ruolo fondamentale e devono essere alvaguardati. Alfio è, infatti, costretto al duello anche perché deve difendere l’onore del suo nucleo”.   

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