S. Teresa. Il condominio e i cancelli della discordia

S. TERESA – Riflettori nuovamente puntati sul condominio “Cavaliere Angelo Trimarchi”, a Bucalo, e sui cosiddetti “cancelli della discordia”, installati e poi fatti rimuovere. I condomini (ma non tutti, come vedremo) chiedono che l’area venga recintata perché divenuta – scrivono in un comunicato stampa – “luogo di spaccio di droga e aggregazione di tossicodipendenti”, mentre l’Amministrazione comunale e numerosi cittadini sottoscrittori di una petizione (promossa dal consigliere Fabio Palella) sostengono che debba rimanere aperta poiché funge da collegamento tra il lungomare e il corso Regina Margherita e “così, del resto, era scritto nell’autorizzazione edilizia concessa”. Dunque, anche secondo un parere legale acquisito nel frattempo dal Comune, si tratterebbe di servitù di passaggio e non di un’area privata. A rendere ancora più complesso il quadro ci sono i proprietari delle botteghe che trovano spazio al piano terra dell’immobile, per i quali la chiusura dei cancelli comporterebbe la “fine delle attività”, come ci spiega uno dei titolari, Gaetano Sava, che anzi invita i cittadini a servirsi del passaggio. “I condomini – aggiunge Sava – vogliono dipingere una situazione delinquenziale che non esiste e non fa parte della storia di questo quartiere. Quei cancelli devono rimanere aperti”. Per questo motivo Sava e gli altri proprietari delle botteghe, assieme al Comune, “resisteranno” di fronte al ricorso al Tar presentato contro l’ordinanza di rimozione dei cancelli. L’udienza di merito è già stata fissata per dicembre. Intanto, i condomini, dopo aver definito “scellerata” la decisione del Comune, segnalano che “i vandali hanno ridipinto con scritte i muri del condominio privato e all’interno dello stesso è stata rinvenuta una busta contenente sostanza stupefacente di tipo hashish. I carabinieri del luogo sono intervenuti ed hanno sequestrato la droga”. Insomma, la situazione si complica sempre di più e, forse, solo con il buon senso se ne potrà venire a capo.

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