Taormina. Da Roma l’ennesima beffa sul casinò

Mauro Romano

TAORMINA – Approvato l’ordine del giorno del Mpa, che riguarda anche il casinò di Taormina, inserito nel disegno di legge anticrisi, ma si tratta dell’ennesima battuta d’arresto. Come si ricorderà per sollecitare il dibattito su un argomento già affrontato dalla quinta e sesta commissioni (Bilancio e Finanze) della Camera, il Movimento per l’autonomia aveva nuovamente avviato un’iniziativa in proposito. I deputati, Carmelo Lo Monte, Roberto Mario Sergio Commercio, Elio Vittorio Belcastro, Arturo Iannaccone, Ferdinando Latteri, Angelo Salvatore Lombardo, Antonio Milo e Luciano Mario Sardelli, avevano ripresentato direttamente all’aula di Montecitorio gli emendamenti al decreto anticrisi che erano stati dichiarati inammissibili perché, secondo il presidente della commissione, “troppo localistici”.
Quell’ordine del giorno è stato approvato in aula, ma con una dicitura più blanda. Al posto di «il governo si impegna” nel testo esitato è stato scritto che «il Governo valuterà l’opportunità di…». «Alla beffa si aggiunge un’altra beffa – ha affermato l’on. Lo Monte – di emendamenti come questo, che non significano nulla, se ne approvano a iosa. Noi avremmo preferito che il Governo si fosse dato una scadenza temporale, anche di soli tre mesi. Si tratta della stessa questione che riguarda i famosi fondi Fas. Sono stati attribuiti al sud gli stessi soldi, non una lira di più, di quanto toccava per legge. Si tratta, adesso, di valutare attentamente la questione».
La materia casinò di Taormina, dunque, s’inquadra in un momento politico più generale che potrebbe avere risvolti anche di carattere nazionale. Il documento presentato contemplava che il ministro dell’Interno era autorizzato ad emanare i decreti per l’apertura ed il funzionamento di una casa da gioco nelle regioni Calabria, Campania e Puglia. Le suddette regioni, previa individuazione della sede tra i Comuni a vocazione turistica, dovrebbero adottare il regolamento relativo al loro funzionamento.
Qualcuno ha visto nell’emendamento accolto una speranza. I tecnici, però, sanno bene che basta anche una sola frase per cambiare la forza di quanto approvato. Visto quanto sta accadendo non rimane altro che rivolgersi a soluzioni più immediate, come quella della “gaming hall”, così come stanno facendo altre località.

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