Taormina. Turismo, nel primo semestre -17,85%

Giuseppe Monaco

TAORMINA – L’Azienda Soggiorno e Turismo lancia una sorta di difesa d’ufficio all’intero apparato turistico di Taormina. La crisi ha, secondo l’Aast, radici esterne. Lo sostiene il dirigente Antonio Belcuore che ha firmato una nota che è stata allegata agli elaborati sul movimento turistico del primo semestre 2009.  “I dati che si riferiscono al mese di giugno ed al primo semestre dell’anno confermano –dice- che Taormina soffre di una crisi totalmente indipendente dall’economia della città e dalla politica turistica delle imprese e delle amministrazioni che nella stessa operano”. Secondo Belcuore, quindi, i sensibili cali nelle presenze alberghiere non dipendono da una politica turistica sbagliata o da eventuali carenze nei servizi.  L’apparato turistico, pubblico e privato taorminese, perciò, viene assolto con formula piena. Avrebbe interpretato in forma corretta la crisi in corso. I risultati negativi deriverebbero, tutti, dalla situazione economica nazionale ed internazionale. Di fatto le indicazioni dell’AAST non forniscono nulla di nuovo rispetto a quanto sostenuto negli ambienti tecnici e tra gli addetti ai lavori, oltre che tra gli osservatori. Invece contrastano, anche se in parte, con le critiche lanciate dagli imprenditori commerciali, negli ultimi mesi, e che metterebbero sul banco degli accusati operatori del settore ricettivo e Palazzo dei Giurati. Sembrano smentire anche le osservazioni di quanti, in ambito politico, a più riprese, hanno chiesto interventi straordinari che, a loro parere, potrebbero servire per tamponare le falle determinatesi nelle presenze turistiche.
“Nel primo semestre 2009 –dice Belcuore- la flessione è stata del 17,85%, il 20,24% in meno di stranieri e il 7,69% in meno di italiani. Sono i mercati storici di Taormina che presentano i segni negativi più evidenti: Francia -16,34%, Germania -16,03%, Olanda -22,77%, Regno Unito -28,41%, Stati Uniti -31,84% e da quest’anno anche la Russia con -23,69%. Soltanto l’Irlanda presenta un significativo +11,77%”. La nota del dirigente turistico della Regione presenta anche indicazioni positive. “ Il dato riguardante il solo mese di giugno –aggiunge Belcuore- comincia a presentare piccoli segni positivi; la flessione nei mercati storici si presenta più contenuta e addirittura alcuni paesi danno dei risultati positivi: Belgio +1,18%, Spagna +3,46%, Svezia +1,12%, Australia +0,94%. Segno questo che qualcosa comincia lentamente a muoversi”. Secondo l’AAST, perciò, si starebbe registrando un certo risveglio nei mercati internazionali. Un’indicazione che, se confermata, potrebbe determinare una ripresa del movimento turistico da fine estate e, soprattutto, in autunno e fine anno.
Anche il turismo interno, stando ai dati di giugno, farebbe ben sperare per il futuro. “Questo segmento turistico –fa notare Belcuore- ha presentato una sostanziale tenuta con soltanto 436 pernottamenti in meno per una flessione del 2,22% rispetto allo stesso periodo del 2008”. In particolare, sono cresciuti i turisti provenienti dalle regioni del Centro Sud (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia). Le regioni del Centro-Nord, quasi a volere rimarcare la presenza di un’Italia a due velocità e con due economie, quella meridionale e quella settentrionale, sembrano subire, alla stregua dei paesi esteri, ancora gli effetti della crisi economica internazionale”. Un’analisi per certi aspetti originale perché indicherebbe un sud più propenso a spendere per le vacanze ed un nord frenato dalla recessione.
Per quello che riguarda il dettaglio riguardante le categorie alberghiere ed extralberghiere, l’AAST fa una sua analisi. L’ospitalità nelle strutture ricettive a 5 stelle ad 1 stella presenta un segno negativo, mentre indici positivi vengono dalla ricettività extralberghiera che presenta un +4,37% nel semestre ed un +21,96% nel mese di giugno. Da rilevare che gli esercizi extralberghieri e, in particolarmente, i B&B, rappresentano appena il 10% della capacità ricettiva di Taormina. Quindi non è sufficiente per compensare la crisi nel suo complesso.

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