Droga nella zona Jonica, sgominato clan: 14 arresti

SCALETTA ZANCLEA. Sgominata dai carabinieri della Compagnia Messina Sud un’organizzazione criminale, con base a Scaletta Zanclea, dedita al traffico di droga nella zona jonica. Quattordici gli arresti, 12 in carcere e due ai domiciliari, mentre per altre 3 persone è stato disposto l’obbligo di firma. Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, questa mattina i militari dell’Arma, che hanno agito al comando del capitano Alessandro Di Stefano, hanno notificato 17 provvedimenti cautelari emessi dal Gip del Tribunale di Messina Massimiliano Micali. In manette per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti sono finiti: Michele Terranova 34 anni, residente nel villaggio Camaro, e Domenico Puleio, 33 anni, residente nel villaggio S. Stefano Medio, ritenuti dagli inquirenti a capo dell’organizzazione, Giuseppe Freni, 22 anni, di Itala, Angelo Guernaccia, 20 anni, di Itala, Erminio Fazio, 21 anni, Scaletta Zanclea, Giacomo Pino, 27 anni, di Itala, e Marco Tringali, 22 anni, di Itala. Accusati di spaccio sono invece Giuseppe De Francesco,47 anni, di Nizza di Sicilia, Concetto Santoro, 28 anni, di Itala, Filippo Pino, 36 anni, di Itala, Davide Lo Turco, 29 anni, di Roccalumera, Antonino Cutè, 30 anni, residente nel rione Mangialupi a Messina, arrestato nell’operazione “Wolf” dello scorso 10 luglio e contatto dell’organizzazione per i rifornimenti di droga. Gli arresti domiciliari sono stati concessi a Letterio Bongiorno, 19 anni, del villaggio Briga Marina, e Pietro Costa, 33 anni, di Roccalumera. Obbligo di firma per Maurizio Tringali, 21 anni, di Itala, Paolo Bellinghieri, 31 anni, di Itala, e Salvatore Calareso, 22 anni, Scaletta Zanclea.
A dare il via all’inchiesta era stato l’attentato incendiario ai danni di un lido di Itala ed all’auto del titolare, nel maggio del 2008. Indagando sugli incendi, i militari hanno scoperto un vasto giro di droga. L’organizzazione criminale, infatti, operava da Itala sino a Taormina. L’operazione, battezzata “Cinque cervelli”, perché tanti diceva di averne uno dei capi, Michele Terranova, ha permesso sgominare una ben organizzata rete di spacciatori che trafficava ecstacy e cocaina, ma sopratutto marijuana che il gruppo coltivava direttamente in piantagioni ricavate su terreni demaniali. Come quella scoperta l’8 agosto del 2008 nel greto del torrente Torre, a Itala. Gli investigatori, tra l’altro, sospettano che l’organizzazione potesse contare su altre due piantagioni, non ancora individuate. Un contributo determinante alle indagini è stato portato dai carabinieri della stazione di Scaletta Zanclea, al comando del maresciallo Nicola Santamaria, che per lungo tempo hanno seguito i movimenti della banda, anche attraverso intercettazioni ambientali.
Alla conferenza stampa di questa mattina, nella sede del comando provinciale dell’Arma, era presente anche il sostituto della Dda Giuseppe Verzera che insieme al collega Angelo Cavallo ha coordinato le indagini.

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