S. Teresa e Roccalumera in regola con il Bilancio 2009

Levata di scudi dei sindaci della Provincia di Messina contro il commissariamento annunciato dalla Regione per la mancata approvazione del Bilancio di previsione 2009 o del Conto Consuntivo 2008. Come previsto e da noi anticipato l’elenco fornito dall’assessorato agli Enti locali non era aggiornato. Anzi, conteneva numerosi errori. Parecchi, infatti, sono i Comuni in regola con gli adempimenti che sono stati inseriti nella “lista nera” firmata dall’assessore Caterina Chinnici. Per fare qualche esempio, a S. Teresa di Riva il Bilancio di previsione è stato approvato dal Consiglio comunale il 29 aprile, mentre il Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario ha ricevuto il “sì” dell’assemblea cittadina l’11 luglio. Così come a Roccalumera, dove l’Amministrazione del sindaco Gianni Miasi ha approvato il Consuntivo il 28 maggio e il Bilancio di previsione il 22 giugno. Il rischio di commissariamento, con relativo esborso economico da parte dei Comuni, ha spinto i sindaci delle amministrazioni in regola a far sentire la propria voce. Il primo cittadino di S. Teresa, Alberto Morabito, attraverso un perentorio comunicato stampa, ha fatto sapere che “le notizie relative alla mancata approvazione del Bilancio di previsione anno 2009 sono da ritenersi assolutamente prive di fondamento”. Tra l’altro, aggiungono dal municipio della cittadina jonica, l’approvazione del Bilancio era stata immediatamente comunicata al competente ufficio regionale. Il coordinatore provinciale uscente dell’Anci, il sindaco di Savoca Nino Bartolotta, invierà una nota all’assessorato regionale agli Enti locali per fare luce sulla situazione. “Abbiamo già contattato – spiega Bartolotta – una trentina degli 81 Comuni della Provincia di Messina inseriti dalla Regione nell’elenco degli inadempienti. E su questi una percentuale molto alta, circa il 70%, risulta in regola con l’approvazione del Bilancio, mentre la metà ha già approvato anche il Consuntivo del 2008. Il nostro compito è quello di fare chiarezza anche perché non vorremmo che al danno si aggiungesse la beffa, visto che in caso di commissariamento i Comuni dovranno far fronte all’indennità per i funzionari inviati dalla Regione”.

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