Roccalumera, parroco e giovani salvano un falco gheppio

ROCCALUMERA – Dagli occhi sembrava un falco. Era ferito e non riusciva più a spiccare il volo. Si era lasciato andare dietro alcune piante, al riparo dal sole cocente di mezzogiorno, nelle adiacenze della chiesa dedicata alla Madonna della Catena. Un lamento debole e il fievole rumore dei lenti movimenti sono comunque riusciti ad attirare l’attenzione di padre Santino Caminiti, il sacerdote titolare della parrocchia. Il religioso ha chiamato i giovani dell’associazione “Baglio Ficara”, che si trovavano in sagrestia per una riunione. Carmelo Spadaro, Rosanna Caminiti, Cettina Giuffré, Sergio e Giorgio Scala hanno capito che quello che avevano di fronte era un rapace che poteva appartenere ad una specie protetta. Insieme al prete si sono premurati di metterlo in salvo, in mani sicure, rivolgendosi agli uomini del Corpo Forestale. L’ intervenuto di recupero è stato immediato. Nel volgere di pochi minuti è giunto a Roccalumera l’ispettore superiore  Pietro Micari, del distaccamento di Savoca. C’è voluto poco per chiarire ai giovani e al sacerdote che non si trattava di un falco bensì di un “gheppio” e che da un primo esame, presentava un trauma d’impatto che gli impediva di allargare le ali e quindi di spiccare il volo. L’ispettore della forestale ha provveduto a soccorrere con grande cura il “paziente” ponendolo in una gabbia. Quindi si è diretto al Centro di recupero della fauna selvatica di Messina, una struttura che sorge sui Colli San Rizzo, dove  il rapace è stato ricoverato e visitato dai veterinari per l’esatta diagnosi. E per stabilire  quando il gheppio potrà essere lasciato nuovamente in libertà. “E’ stata un’esperienza meravigliosa – hanno commentato don Santino Caminiti e i ragazzi dell’associazione Baglio-Ficara – ci siamo sentiti utili e gratificati per aver collaborato con gli uomini della Forestale e orgogliosi per il piccolo gesto d’amore nei confronti dell’ animale”.

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