Medici dell’Asl pronti a fronteggiare emergenza meduse

TAORMINA – Saranno i medici del Distretto Sanitario di Taormina della ASL 5 ad informare i bagnini e gli operatori dei lidi balneari su fenomeno meduse. Si recheranno in tutti gli stabilimenti per consigliare sistemi di intervento in caso di “aggressione” nei confronti dei bagnanti. I medici che opereranno nel comprensorio taorminese hanno seguito un corso organizzato dall’assessorato regionale alla Sanità. Il loro intervento può anche essere considerato tardivo visto che siamo quasi a fine luglio. Meglio tardi che mai, in ogni caso. I medici sono stati informati sull’entità del fenomeno e sui presidi sanitari da seguire. Dai lavori ai quali hanno partecipato, è emersa una notizia sicuramente sconfortante: nel mare nostrum è stata rilevata la presenza di un particolare tipo di medusa. Si chiama, per la sua forma, “caravella portoghese”. Caravella perché si muove trascinata dal vento che la spinge soffiando su una specie di vela che l’animale tiene fuori dall’acqua. “Portoghese” perché proviene proprio dal Portogallo. I suoi filamenti sono lunghi fino a 30 metri e, perciò, possono “colpire” anche se la medusa si trova lontana. Le loro ghiandole urticanti sono fortemente fastidiose e, in certi casi, possono provocare effetti gravissimi sull’uomo. Di “caravelle”, per la verità ne sono state viste solo pochissimi esemplari, quasi tutti nell’Adriatico. Vengono considerate, comunque, un pericolo, non imminente ma in ogni caso da tenere in considerazione. Qualcuno ha detto che nei nostri mari, di essere colpiti da una “caravella” si hanno le stesse probabilità di essere azzannati da uno squalo bianco. Meglio, però, osservare bene dove ci si bagna. Per tornare alla situazione attuale, però, ci sono altre notizie che certamente non faranno piacere a quanti hanno investito nel turismo balneare ed ai fruitori del mare: le meduse –secondo quanto riferito- sono da considerare ormai abitatori stabili delle nostre coste. Prima arrivavano ad ondate scaglionate negli anni. Ora, invece, sembra abbiano trovato l’habitat ottimale per la loro sopravvivenza anche all’interno del mare Ionio. Questo vuol dire che per tutta l’estate 2009 e per quelle che verranno dovremo accettare di condividere il nostro mare con le meduse che non sono sicuramente una piacevole presenza. L’esplodere del fenomeno è provocato dalla scomparsa o dalla diminuzione di alcuni tipi di pesci (anche di grossa pezzatura) che tradizionalmente si nutrono di questo particolare “macroplancton”. L’innalzamento della temperatura dell’acqua di mare, poi, con contemporanea quasi scomparsa del “microplancoton” provoca l’allontanamento di alcuni pesci e, di conseguenza, il moltiplicarsi delle meduse.
Poche, anzi inesistenti, le novità per quanto riguarda gli interventi sanitari da eseguire in caso di puntura. Secondo le informazioni fornite ai medici dell’ASL, importante è lavare la parte colpita con acqua di mare e non con acqua dolce. La zona urticata va immediatamente tamponata con una pietra calda. Molto utile, anche, l’uso delle carte telefoniche, delle carte che vengono consegnate ai clienti più affezionati nei supermercati o, perché no?, le carte di credito. Vanno strofinate, con il dorso, sulla parte colpita per rimuovere eventuali residui delle cellule urticanti. In caso l’ustione si dimostrasse particolarmente fastidiosa si possono usare creme a base di cortisone. Sconsigliato l’uso di istaminici. Qualora la ferita fosse di particolari dimensioni e profondità o interessasse zone del corpo molto delicate o considerate pericolose, si può rendere necessario ricorre ai pronto soccorso dell’ospedale.

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