Taormina. S. Pancrazio, iniziate le celebrazioni

TAORMINA – La festa di San Pancrazio a Taormina è da considerare come quelle che si svolgono, per esempio, a Catania per Sant’Agata ed a Palermo per Santa Rosalia? Può servire per mettere insieme fede a turismo? Di questo si parla da ieri a Taormina. Quello che appare certo sin da ora è che aveva ragione l’amministrazione comunale: Taormina ed i taorminesi attendavano con trepidazione e devozione la “festa grande” dedicata al patrono della città, San Pancrazio. La dimostrazione è arrivata ieri quando, nella prima giornata dei festeggiamenti, che per tradizione locale, coincide con la festa di San Pietro e Paolo, migliaia di persone hanno partecipato direttamente ai festeggiamenti o hanno fatto ala, insieme ai turisti, al passaggio della processione che ha attraversato gran parte del centro urbano. Tutto è iniziato, alle 18,00, nella chiesetta di via Pirandello dedicata a Pietro. I fedeli hanno trasportato la statua del patrono che, come dice consuetudine, è andata a far visita a Pietro per poi accompagnarlo sino alla chiesa di viale San Pancrazio. Qui i due fercoli hanno ricevuto l’omaggio delle autorità con in prima fila il sindaco, Mauro Passalacqua. Poi è iniziata la grande processione che ha attraversato il Corso sino a piazza Duomo. Poco prima, in piazza IX Aprile la processione ha fatto una sosta per consentire ai fedeli di “esporre” le due statue dalla balconata del Belvedere per invocare, da parte dei santi, la benedizione del mare Ionio, quello che Pancrazio attraversò, nel 40 d.C., per arrivare a Taormina dove era stato inviato proprio da San Pietro. Da ieri sera, uno dei padri della Chiesa ed il patrono di Taormina si trovano nella Basilica Cattedrale dove resteranno sino al 9 luglio quando, sempre in processione, saranno accompagnati nelle loro chiese, quelle che i taorminesi considerano le “loro case”.  Oggi, nell’ambito dei festeggiamenti alcune solenni celebrazioni in Cattedrale, è previsto un concerto in piazza della banda “Città di Taormina diretta dal maestro Giovanni D’Agostino; domani, invece, si esibirà l’orchestra a plettro “Città di Taormina” diretta da Tonino Pellitteri. Il programma completo dei festeggiamenti è possibile consultarlo collegandosi al sito ufficiale di Palazzo dei Giurati, www.comune.taormina.it. . La festa grande per San Pancrazio non si faceva da quasi 10 anni: Motivi di organizzazione e alcuni “diverbi” cittadini ne avevano impedito l’organizzazione che, secondo tradizione, si dovrebbe svolgersi ogni quattro anni. Certo è che la festa così come vista e vissuta ieri, ha evidenti  segni legati a credenze popolari e paganeggianti. Evidente, comunque, che durante la cerimonia si è vista tanta fede, tanta cristianità, tanto attaccamento ad una parte del passato della città. Una condizione, questa, che potrebbe servire a dimostrare che una ricorrenza del genere può essere vista, anche, come un evento dai chiari connotati turistici. Proprio questo, però, il motivo che, negli anni, ha messo a confronto autorità civili ed ecclesiastiche. La Curia, per molto tempo, ha negato l’autorizzazione alla “grande festa” proprio, pare, per sottolineare il solco che esiste tra tradizione cattolica e religiosa e quella ispirata a quanto, ancora, resta dei riti atei e derivati da usanze pagane. Quest’anno, però, la posizione assunta da Palazzo dei Giurati, dalle associazioni cattoliche locali, dalle famiglie religiose hanno indebolito la posizione delle autorità religiose provinciali che, alla fine, hanno autorizzato i festeggiamenti. Resta da vedere adesso come la Curia di Messina valuterà quanto visto ieri e quanto avverrà in questa settimana in attesa della solenne conclusione della festa, giorno n9 luglio. Anche da questo dipenderà il futuro della “grande festa”. Per quanto si sa sino ad ora, nel 2010 e poi per altri tre anni, la festa per ricordare il patrono della città, si celebrerà in forma meno solenne. Ma già adesso, in base al “successo” riscosso dalla prima giornata dei festeggiamenti, c’è chi si sta organizzando per fare si che la “festa grande” si celebri ogni anno. “Potrebbe diventare –dicono- un’occasione per riscoprire la cristianità dei taorminesi ma, anche, per offrire all’industria del turismo un nuovo evento, così come capita, per esempio, a Catania per Sant’Agata ed a Palermo per Santa Rosalia ed in altre località siciliane e del resto d’Italia”. Il dibattito è aperto ma appena iniziato.

Leave a Response