Taormina. Al via oggi celebrazioni per S. Pancrazio

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Con l’odierna festa dei santi Pietro e Paolo, prende il via a Taormina, secondo una tradizione centenaria, la celebrazione della festa del patrono San Pancrazio.  Nell’occasione, padre Cesare Cafeo D’Angiò, arciprete di Taormina, ha inviato ai fedeli questo messaggio: “Cari fedeli, celebriamo uniti nella fede trasmessaci dai nostri padri, l’adesione a Cristo conformi alla predicazione del Santo Patrono San Pancrazio inviato a noi dall’Apostolo Pietro nell’anno 40 dell’era cristiana. Sia Egli, per tutti noi, suoi devoti, propiziatore presso Dio di benedizioni e di grazie”. Il programma completo della festa è possibile consultarlo collegandosi al sito ufficiale del Comune: www.comune.taormina.it A Taormina, è consuetudine iniziare il 29 giugno, per concludersi il 9 luglio, i festeggiamenti per i due padri della chiesa: Pietro apostolo e Pancrazio primo vescovo inviato a Taormina, proprio da San Pietro, per convertire i pagani siciliani. Oggi, la festa prevede, oltre che una serie di riti religiosi, la “trasferta” della statua di Pietro, che si trova nella chiesetta di via Pirandello, sino a quella dove sono custodite le reliquie e la statua di San Pancrazio. Con questo rito i taorminesi, di fatto, credono di far incontrare, quasi fisicamente, i due santi. Una manifestazione di fede tutta taorminese che, nell’antichità, vedeva impegnate anche le rappresentanze delle due più rappresentative categorie della vecchia città, vale a dire quella dei pescatori ed i marinai (devoti di Pietro, pescatore di anime) e degli agricoltori (devoti di Pancrazio). Nel programma di oggi è prevista, a partire dalle 19,00, la solenne processione dei due simulacri per il Corso. Di particolare suggestione la sosta che prevista in piazza IX Aprile: la statua di San Pietro, mentre quella di Pancrazio resterà ad attendere in strada, sarà portata nella balconata del Belvedere ed esposta al mare quasi a voler invitare il santo a benedire lo Ionio che Pancrazio che, inviato da Pietro, attraversò per arrivare a Taormina. Le due statue, poi, saranno portate sino alla Basilica Cattedrale dove resteranno sino al 9 luglio, giorno ufficiale della festa di San Pancrazio, patrono di Taormina. Una data, questa, che per la città è diventata un vero e proprio simbolo, un passo importante della sua storia. Il 9 luglio del 1943, infatti, proprio mentre i taorminesi si apprestavano a onorare il loro patrono, la città fu bersaglio di un violento bombardamento da parte degli aerei anglo-americani.  Le bombe rasero al suolo gran parte della zona sud della città, quella che si trova a ridosso dell’hotel San Domenico dove gli alleati credevano si trovasse riunito il comando delle truppe impegnate in Africa dell’esercito nazista. Da allora ad oggi, quindi, il 9 luglio i taorminesi ricordano il loro santo ma anche le oltre 120 vittime del bombardamento. A conclusione delle celebrazioni religiose i fedeli, la sera, porteranno, in processione, i due simulacri in via Pirandello per far “tornare a casa” la statua di San Pietro. Solo dopo la statua di Pancrazio sarà riportata nelle sua chiesa, che si trova in fondo al viale che si apre a Porta Messina, a nord di Taormina.
Tra Storia e Leggenda: Nell’anno 40, nel tempo in cui era imperatore Caligola, Pancrazio fu mandato da Pietro in Sicilia come vescovo di Taormina. Qui riuscì a convertire tanti pagani, tra cui lo stesso prefetto. Racconta la storia cittadina, frammista alla leggenda, che il vescovo si procurò, a causa della sua attività apostolica, tanti nemici che si allearono tra di loro con l’intento di sopprimerlo. “Promotore dell’assassinio fu –scrive lo storico gesuita Ottavio Gaetani- Artagato, adoratore degli dei”. Egli con un gruppo di amici, tese a Pancrazio un agguato in casa sua dove, invitatolo per un banchetto, tentò di costringerlo a baciare un idolo di legno, idolo che il santo vescovo, con il segno della croce, ridusse in pezzi. Ciò gli costò la vita: venne, infatti, immediatamente aggredito con bastoni e pugni, con morsi e pietre oltre che con le spade. Il suo cadavere venne occultato in un profondo pozzo dove, in seguito, fu scoperto dai suoi discepoli che gli diedero degna sepoltura. Secondo il Gaetani, il corpo di Pancrazio fu trovato tramite un segno di luce divina. Il gesuita nei suoi scritti, indica la probabile età del patrono: arrivò a Taormina in tarda vecchiaia, agli inizi del regno di Traiano. Essendo questi salito al trono di Roma nell’anno 98 d. C., Pancrazio, al tempo del martirio, aveva circa 90 anni.

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