Taormina. Turismo, “Il Comune coinvolga la Regione”

TAORMINA – Ora che la stagione turistica è, praticamente, entrata nel vivo, le rappresentanze degli imprenditori e dei lavoratori del settore cercano di richiamare l’attenzione della Regione. Di un governo che, distratto dalle dispute politiche e partitiche, che pare aver dimenticato di impegnarsi, se non per risolvere la crisi che attanaglia le strutture ricettive e l’intero indotto, per tamponare la crisi, di dare sostegno ad un comparto economico che sta vivendo giorni drammatici. Eppure i sintomi dell’attuale grave crisi di presenze erano chiari già alla fine del 2008: si sapeva- a causa delle gravi difficoltà economiche in cui versa l’Italia, l’Ue ed il resto del mondo- che nel 2009 il numero dei turisti sarebbero calati. I sindacati dei lavoratori hanno, recentemente, minacciato una sorta di “marcia su Palermo”. Secondo il segretario generale della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo: “Il problema dovrebbe impegnare la Regione ma è indispensabile che il Comune decida di portare a Palermo le istanze dei lavoratori e quelle delle imprese”. In pratica il sindacato denuncia che, almeno il Comune non di Taormina non ha saputo presentare alla Regione un progetto capace di coinvolgere il governo regionale.  Ora parlano i rappresentanti degli imprenditori. “Riportare l’attenzione del governo locale sulle problematiche reali che interessano le imprese della filiera turistica; condurre a compimento i lavori di tavolo tecnico per l’azione di riforma della legge 10 del 2005 e provvedere in tempi brevi a far ripartire la macchina regionale per l’impiego delle risorse comunitarie”. Sono le priorità tracciate dal presidente Assoturismo Sicilia Andrea Corso nel corso della riunione del direttivo dell’associazione che si è svolta lunedì scorso. “Confesercenti – afferma il presidente regionale Giovanni Felice – si candida a essere interlocutore di riferimento per le scelte economiche che possono rappresentare valide soluzioni per risolvere le criticità che frenano la crescita della nostra Regione”. Secondo Mauro Maggi dell’Assoturismo Nazionale, “bisogna lavorare per creare sul territorio i presupposti per un coordinamento regionale del sistema turistico, requisito indispensabile per garantire uno sviluppo efficiente e sostenibile di un settore strategico per la crescita economica e produttiva dei nostri luoghi”. Da parte loro i sindacati dei lavoratori denunciano che i livelli di occupazione sono calati, rispetto al 2008, in maniera sensibile e drammatica. A Taormina, per esempio, nelle strutture alberghiere, attualmente,  il numero degli occupati è calato, rispetto allo scorso anno, di oltre il 25 per cento. “Tra i lavoratori –dice la Fisascat Cisl- il 75 per cento non riuscirà a coprire i sei mesi di lavoro che, per legge, che danno diritto alla cassa integrazione”. Questo vuol dire che, a partire da fine settembre, potrebbero essere molti i lavoratori che resteranno senza stipendio e senza ammortizzatori sociali”. Quanto registrato a Taormina deve considerarsi il termometro di quanto sta accadendo in tutta la Sicilia. Si può temere, dunque, a fine estate, l’aprirsi di un pesante conflitto sociale. Finita la grande estate, i sindacati temono, infatti, che i lavoratori in difficoltà possano diventare diverse migliaia. Di fronte ad una situazione del genere, la Regione si mostra, quantomeno, distratta, senza idee, senza progetti.  Di contro gli enti locali, come Taormina, pare non abbiano interamente capito i termini del problema: disoccupazione; calo di credibilità in campo turistico; lavoratori senza cassa integrazione; attività commerciali con fatturati nettamente inferiori al 2008. Regione e comuni, insomma, hanno, in questi ultimi mesi, pensato ad altro. Da parte loro, imprenditori e sindacati, sembrano aver recepito i termini del problema solo ora, ad estate iniziata. Troppo tardi, insomma.

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