Taormina Film Fest, è tempo di bilanci

TAORMINA – A proposito di Festival del Cinema e di Taormina Arte è già tempo di valutazioni e di analisi. Purtroppo, se ne parla in maniera approssimativa e, di conseguenza, si compiono errori e si fa confusione. Vale, comunque, la pena di “sentire” quanto delle manifestazioni si dice, soprattutto, fuori Taormina. “L’edizione 2009 del Festival del Cinema di Taormina segna un punto di svolta nella programmazione culturale a sostegno dell’offerta turistica. I risultati ottenuti nell’edizione 2009 sono la migliore dimostrazione di come turismo e cultura siano da considerare un binomio virtuoso per lo sviluppo socio economico della Sicilia ”. E’ questa l’opinione del vicepresidente della Regione siciliana e assessore al Turismo, Titti Bufardeci a proposito della manifestazione che si è appena conclusa. “La Regione – continua – ha sostenuto con forza ed entusiasmo questo progetto che, oltre a ribadire la storica centralità del festival in un luogo incantato qual è Taormina, crea le premesse per una promozione della cultura cinematografica in tutte le aree della Sicilia. Il cartellone di eventi mirati, da Siracusa a Palma di Montechiaro e a Palermo, è una metodologia vincente che riesce a distribuire sull’intero territorio regionale gli effetti positivi, in termini di promozione turistica, di un appuntamento internazionale del cinema mondiale”.  Peccato che l’assessore Bufardeci, che “governa”il turismo siciliano abbia dimentica di potenziare, specie sul piano economico, il Festival del cinema e l’insieme di manifestazioni culturali di Taormina Arte. Con più soldi e con finanziamenti certi e disponibili in tempi adeguati, Taormina potrebbe fare di più. Potrebbe fare di più anche se la Regione la finisse di “piazzare” al Teatro Antico una serie di manifestazioni  e spettacoli che poco hanno a che fare con la cultura.  Il grande monumento, per certi aspetti, è diventato il palcoscenico per artisti più o meno quotati e per iniziative di chiaro sapore speculativo. La scarsità di fondi, inoltre, impedisce a Taormina Arte di guardare al grande Teatro come ad un “tempio” per iniziative culturali.
Le osservazioni di Bufardeci, di più,  contrastano con quanto sostiene qualche organo di stampa. Facendo riferimento alle perdite di presenze maturate nei primi mesi dell’anno, qualcuno sostiene che: “Se Taormina soffre e il Festival del cinema non riesce a risollevarne le sorti, Siracusa strappa la corona di regina del turismo siciliano con un incremento delle presenze turistiche del 22% in concomitanza con le rappresentazioni classiche al Teatro greco che hanno registrato il record di 135.000 spettatori paganti. E l’Inda programma subito il futuro, annunciando la messa in scena di «Fedra» e di «Aiace» dall’8 maggio al 20 giugno 2010.  Da considerare che, a proposito di presenze in generale, Siracusa fa registrare poco meno di 500 mila presenze l’anno; Taormina di presenze, anche con la crisi, ne fa un milione. Mettere , poi, a confronto il festival del cinema e gli spettacoli dell’INDA per dire che a Taormina va tutto male è improprio e porta a valutazioni fuorvianti. In questa fase, nessun riferimento al diverso trattamento che la Regione riserva a Siracusa ed a Taormina: nel capoluogo aretuseo si parla solo il linguaggio dell’INDA che può programmare per tempo spettacoli anche originali; nella capitale del turismo siciliano, invece, non si potenzia Taormina Arte con nuovi finanziamenti e non si selezionano con grande attenzione gli spettacoli di puro intrattenimento o, peggio ancora, di routine.
Altro discorso andrebbe fatto a proposito delle presenze turistiche. Per Taormina, per avere un quadro chiaro di quanto “tira” Taormina Arte bisogna fare i conti a fine estate specie dopo la conclusione della stagione dedicata alla lirica. Aida di Giuseppe Verdi e Cavalleria di Pietro Mascagni sono spettacoli destinati a fare il boom richiamando molte migliaia di spettatori. Da tenere in conto di un altro evento in programma al Teatro Antico. Il 23 luglio, infatti, sarà di scena il gala ideato per mettere in evidenza le grandi qualità artistiche del ballerino classico Roberto Bolle.

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