Taormina. Turisti in calo, sindacati protestano

TAORMINA – Sarebbe in preparazione una manifestazione sindacale davanti all’assessorato regionale al Turismo per protestare contro l’atteggiamento della Regione nei confronti delle perdite in campo turistico. E’ quanto ipotizzano i sindacati di categoria che al mondo politico siciliano hanno già notificato che: “la crisi degli arrivi e delle presenze negli alberghi  non è un luogo comune, un fenomeno che va accettato passivamente: c’è e, quindi, bisogna accertarla e subirla passivamente”. La crisi, a Taormina capitale del turismo siciliano, si può sintetizzare in soli due numeri: negli alberghi i lavoratori impegnati sono quasi il 25 per cento in meno rispetto allo scorso anno; di questi, il 75 per cento risulta impiegato con contratti stagionali. Questo vuol dire che gran parte dei problemi derivanti dal calo delle presenze grava sui lavoratori. Lavoratori che, nella quasi totalità, non riuscirà, a fine rapporto, ad accedere alla cassa integrazione: ciò vuol dire che per gran parte dell’anno non incasseranno nessun salario e nessun indennizzo.  Peggio non poteva andare. Intanto, la crisi continua a lievitare, diventa sempre più drammatica. Lo dimostrano i dati forniti ieri dall’Azienda Soggiorno e Turismo. Nel periodo gennaio-maggio, rispetto agli stessi mesi del 2008, sono andati perduti 45.563 che, in percentuale, equivalgono a -17,87 per cento. Da gennaio ad aprile, il calo stimato era stato del 15,76 per cento. Probabilmente, da giugno sino a fine agosto, le cose andranno meglio: cresceranno le presenze ma non è detto che riusciranno a compensare le perdite già maturate. Di sicuro non risolveranno i problemi dei lavoratori che, per accedere alla cassa integrazione, dovrebbero lavorare per sei mesi. Ne sono pienamente coscienti i sindacati di categoria. La Fisascat Cisl, con il suo segretario generale, Pancrazio Di Leo, in una recente nota, rileva che ci sono tutti i segali che servono a dimostrare che la precarietà occupazionale sta diventato sempre più preoccupante. Il sindacato, a questo proposito, chiede: “Cosa sta accadendo nel settore alberghiero? Che fine faranno i lavoratori a contratto determinato? La Cisl, chiede anche di avviare, al più presto, uno studio per vedere come salvare i livelli occupazionali. Sostiene, a questo proposito, che: le aziende debbono pensare, oltre che ai lavoratori annuali, diventati ormai delle “mosche bianche”,  anche a quelli stagionali. “Un problema che –scrive la Fisascat Cisl-  dovrebbe impegnare la Regione ma è indispensabile che il Comune decida di portare a Palermo le istanze dei lavoratori e quelle delle imprese”. Nella sostanza, alla Regione, il mondo del lavoro chiede un forte intervento studiato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e per aggredire la crisi sul piano strutturale. Si tratta di iniziative di natura diversa: una cosa è l’assistenza a quanti rischiano di rimanere senza reddito; un’altra quella di portare in Sicilia più consistenti flussi turistici. Un impegno, il secondo, che deve tener conto che, stando alle indicazioni dell’AAST di Taormina, la crisi di Taormina è dovuta ai sensibili cali registrati da tutti i mercati tradizionali. I tedeschi, per esempio, sono in calo del 12,47 per cento; i francesi del 15,34; gli inglesi del 24,97; gli statunitensi del 34,94; i giapponesi del 24,02 (ma di nipponici, in questi giorni, se ne vedono tanti per le strade di Taormina). Sono in calo anche i “nuovi mercati”: i russi fanno registrare un calo del 23,76 per cento, mentre i cinesi del 15,58. L’India è arrivata a quota 0. Dati che stanno a significare che per cercare clientela nuova, rispetto ai mercati. tradizionali, bisognerebbe iniziare a lavorare da subito iniziando da zero per sperare di avere risultati significativi tra alcuni anni, da 2 a 5.

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