Taormina, dove il mare non è più… blu

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Con l’inizio della stagione balneare si riaffaccia il problema dello stato del mare lungo la costa. Sull’argomento Tele90 ha ricevuto una lettera che riportiamo, integralmente, in calce. La nota è stata trasmessa anche a Palazzo dei Giurati: questo vuol dire che esiste la concreta possibilità che qualche cosa possa accadere. Sono anni, però, che operatori, bagnanti, ambientalisti denunciano la presenza- nelle rade di Spisone, Mazzeo, Mazzarò, Isolabella, Villagonia- di materiale che galleggia trascinato dalle correnti. Proviene, quasi esclusivamente, da fogne e discariche abusive. Soluzioni non sono state ritrovate malgrado l’impegno e l’impiego di tecnici, di società specializzate e delle forze dell’ordine. Pare che tutto dipenda dalla presenza di grossi centri urbani, di migliaia di turisti che trovano alloggio non solo negli alberghi ma anche nelle case-vacanza, negli appartamenti privati dati senza alcun controllo in affitto. Il fenomeno contrasta con l’attività turistica. Non è piacevole, infatti, fare il bagno tra resti organici, residui di opere edili, sacchetti ripieni di spazzatura. C’è la possibilità che una parte della sporcizia provenga dalle barche, più o meno grandi, che transitano o che stazionano nelle vicinanze della costa. In mancanza di un porto attrezzato, gli amanti della nautica da diporto possono ritenere “possibile, legittimo” scaricare il superfluo fuori bordo? Sinceramente pare quasi impossibile. A certe condizioni –quelle denunciate da sempre- la tradizionale “gita a mare” può trasformarsi in una sorte di incubo. Se poi si aggiunge la presenza delle  meduse, il problema s’ingigantisce. Un discorso a parte meriterebbe lo stato delle spiagge libere: nel comprensorio taorminese, sono poche, anzi pochissime e, purtroppo, non debitamente vigilate e curate da parte degli enti locali interessati.  Da tenere in conto, però, che meduse e rifiuti (organici e non) viaggiano spinti dalle correnti. Questo vuol dire che il mare è sporco solo a certe ore a certe condizioni. Si tratta di periodi contenuti: una o due ore al massimo.  Le proteste, comunque, non mancano. 

Riferiamo di una delle note giunte in redazione:

“Durante una recente vacanza in un bellissimo hotel di Taormina ho constatato, due giorni su sei, che il mare era sporchissimo con macchie caratterizzate da una poco invitante patina marrone su cui galleggiava di tutto. Noi e molti turisti stranieri non abbiamo avuto il coraggio di fare il bagno. Non nascondo che, come siciliano, mi sono anche vergognato con chi era con me in vacanza e con gli ospiti dell’albergo. Ritengo che, oltre ai suoi indubbi tesori artistici, il mare sia uno dei beni più preziosi di Taormina nonché un biglietto da visita per i turisti che, se lo trovano in queste condizioni, sicuramente non torneranno più (come peraltro hanno affermato quelli presenti in quei giorni). Sono sicuro che non manchino modi per evitare tali situazioni tipo: barriere al largo o meglio barche addette alla pulizia delle chiazze galleggianti di immondizia. Probabilmente questa mail non sortirà nulla, come al solito in Italia, ma so anche che non prestare attenzione a questi problemi da parte di una amministrazione comunale si ritorcerà contro il turismo, Taormina stessa e quindi contro voi stessi che ne siete i cittadini. Noi possiamo sempre scegliere di andare in vacanza altrove. Grazie”.

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