Roccalumera, processione “sprint” e senza soste

ROCCALUMERA – La Festa del Patrono, S. Antonio, è stata archiviata. Ma in paese si continua a parlare della processione “sprint”, per la quale la curia ha dato il nullaosta dopo tre anni di stop (il simulacro uscì dal santuario di via Umberto I il 13 giugno 2006, dopo una pausa lunga 40 anni, per concessione dell’arcivescovo emerito Giovanni Marra). Una moltitudine di fedeli, provenienti dall’intero comprensorio, ha reso omaggio al santo taumaturgo. “E tantissimi di loro – evidenzia una suora del S. Cuore – hanno pregato e si sono accostati all’Eucarestia”. Una festa semplice ma solenne, culminata con la processione. Non sono state sparate bombe e ciò ha riscosso il plauso della gente. Contestualmente non è stato consentito al Santo di fermarsi durante il percorso ed alle suore di raccogliere offerte durante il percorso (ridotto rispetto a tre anni addietro) e sono stati messi dei paletti anche sulla durata della processione: due ore. Tutte le disposizioni sono state rispettate con spirito di obbedienza. “Ma non riusciamo a comprendere perché – è il coro unanime dei roccalumeresi – nello stesso paese o in altri dell’hinterland jonico, si consentono processioni interminabili che si protraggono fino a quattro o cinque ore (ed anche più!), fermate ad ogni porta per raccogliere soldi in parte spesi in mortaretti e spettacoli, con cassette delle offerte spalancate, statue che ballano e fuochi d’artificio ad ogni quartiere…”. Insomma, le regole dovrebbero essere uguali per tutti “altrimenti – dicono i fedeli – sembra che si voglia solo penalizzare la festa del nostro Patrono, prettamente religiosa e ordinata e l’istituto delle suore che con le offerte, qui è risaputo, fanno tante opere di carità. E adesso – si chiede la gente – ci faranno aspettare altri tre anni per un’altra processione?”. L’auspicio è che quel simulacro torni tra la sua gente, magari con qualche sosta, davanti alle abitazioni di anziani o ammalati, che aspettano una benedizione dal Santo. “Le offerte? – sorride un fedele – le abbiamo portate in chiesa…”

Leave a Response