Renzino Barbera, “più taorminese dei taorminesi”

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Renzino Barbera era un grande artista. Conosciuto in tutta la Sicilia; amato ed apprezzato poeta capace di dipingere, in poche battute, personaggi, pregi e difetti della sua terra. A ricordarlo, con i tradizionali manifesti murali listati a lutto, c’è solo il messaggio voluto dalla moglie Greta: “Renzino ci ha lasciati e saluta gli amici”. Ma sui giornali siciliani, e non solo, sono stati pubblicati decine di articoli. Barbera è morto a 85 a Taormina, la città che aveva scelto come sua residenza. Nato a Palermo, a Taormina aveva trovato, come diceva lui stesso, l’ambiente e la qualità della vita che apprezzava, che amava. Aveva scelto di vivere in una località cosmopolita, al centro dell’attenzione in Italia ed all’Estero ma, nello stesso tempo, a misura d’uomo. Per questo aveva lasciato Palermo. Alla capitale dell’Isola aveva preferito la “capitale del turismo siciliano”. A Taormina componeva le sue opere che poi venivano pubblicate a Palermo. Si trattava, soprattutto, di poesie che, per i suoi contenuti, lasciavano il segno, facevano riflettere, pensare. Nella sua città d’adozione lo conoscevano tutti. Durante le sue consuete passeggiate per il Corso, salutavano tutti e tutti lo salutavano. Si vedeva che era “personaggio” di qualità.  Eppure non faceva certo vita mondana gli piaceva, però, incontrare i “personaggi” di Taormina (quasi tutti suoi coetanei), quelli che hanno contribuito a fare di questa città il centro dell’interesse turistico ed artistico della Sicilia. Anche da questi incontri ricavava materiale per le sue opere. Renzino, però, per Taormina nutriva una sorta di odio-amore. “Io, questa città l’ho scelta, per questo –se posso dirlo- mi sento più taorminese dei taorminesi”. Ed era vero. Comunque alla “sua” città  non riusciva a perdonare il fatto che il mondo dello spettacolo, di cui Taormina è una delle piazze più famose di Sicilia, non aveva mai pensato di coinvolgerlo direttamente. Lui non chiedeva nulla ma agli amici, esternava questo suo cruccio. Avrebbe voluto dare un suo particolare contributo esibendosi su uno dei grandi palcoscenici taorminesi. Ma, lo stesso, Renzino resterà nella “storia” siciliana. “Generazioni di siciliani –commenta Gianfranco Jannuzzo che con Barbera ha collaborato a lungo- hanno imparato a ridere ma anche a riflettere con lui. Ci lascia la sua civiltà interiore, l’eleganza di uomo, mai volgare e dallo stile di vita sempre signorile”. Secondo Raffaele Lombardo, presidente della Regione “Era un attento lettore degli avvenimenti dei fatti della Sicilia di cui ha saputo interpretare i tratti più significativi”. I funerali si terranno, domani, a Palermo.

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