Taormina, l’afa richiama i primi turisti mordi e fuggi

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Il grande caldo ha riportato vizi e cattive abitudini. Protagonisti pseudo turisti. Durante il fine settimana appena conclusosi, l’afa ha richiamato un gran numero di turisti fai da te, o, se si preferisce, mordi e fuggi. Si tratta di persone che, fatta una capatina in spiaggia,  constatato che la temperatura dell’acqua non era “accettabile”, ha scelto di arrivare sino al centro storico per una visita, breve, alla scoperta (o riscoperta) del fascino della capitale del turismo siciliano. E’ come se, con qualche settimana dì anticipo, fosse scoppiata l’estate. Belle giornate e  caldo a Taormina vogliono dire, anche, vedere (o rivedere) il Corso, via Timeo, via Teatro Antico, Giardini pubblico affollati di persone semi nude, con in dosso solo il costume da bagno, teli trasparenti da mare, bikini malamente camuffati. Vuol dire anche vedere alcune parti di momenti trasformate in sale da pranzo per veloci spuntini a base di pizzette ed arancini. Tutto fa pensare ad una sorta di contaminazione di uno dei luoghi più esclusivi della Sicilia.  A Taormina, insomma, essere testimone di un fenomeno che, proprio nei giorni scorsi, è stato trattato nel corso di una popolare trasmissione tv della Rai. Esperti in galateo, a proposito di bon ton, cioè di educazione, hanno, esplicitamente sottolineato che: andare in giro in costume da bagno ad oltre 100 metri dalle spiagge è sinonimo di malacreanza. Anche bivaccare sui gradoni di monumenti vuol dire non aver recepito alcuni criteri del bon ton. Detto questo, si può sostenere che Taormina in estate diventa meta di migliaia di maleducati? La risposta a questo interrogativo, il Comune di Taormina l’ha già data. Tra il 2006 ed il 2008, per contrastare il fenomeno, a Palazzo dei Giurati, sono state emesse, pubblicate e pubblicizzate due ordinanze sindacali. Una vieta di circolare per le strade del centro storico in costume da bagno, a torso nudo; l’altra mira a sanzionare chi scambia i monumenti per mense aziendali. Quelle ordinanze sono ancora valide; nessuno ha pensato di revocarle per -“tenendo conto delle crisi turistica in corso, non scoraggiare i visitatori”. Questo vuol dire che, nonostante il calo di presenze, si pensa che Taormina deve essere amministrata tenendo conto delle sue caratteristiche, delle sue tradizioni, della qualità del suo passato e dell’offerta che, malgrado tutto, è in grado di lanciare sul mercato. Rispetto, decoro, bon ton, quindi, debbono essere fatti rispettare. Un compito che è demandato, per legge, ai vigili urbani ed alle altre forze dell’ordine. Una procedura che dovrebbe scattare automaticamente. Invece, in questi primissimi giorni di caldo, si è visto di tutto e di più. Un danno per Taormina oppure, vista la crisi, un vantaggio? Per rispondere, bisognerebbe capire se trasformare il centro storico in un prolungamento delle spiagge di Mazzarò, Spisone ed Isolabella e i gradoni della Fontana della Centauressa ( simbolo della città), la lunga panchina che circonda la Basilica Cattedrale, i sedili e la breve scalinata di Piazza Santa Caterina in sala pranzo può voler dire andare incontro ai turisti fai da te e contrastare la crisi di presenze. 

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