Messina. Droga dalle Filippine, in manette 11 persone

MESSINA – I carabinieri del Comando Provinciale di Messina, con l’ausilio del Nucleo Cinofili di Nicolosi (Ct) hanno eseguito 11 misure cautelari (9 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), emesse dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro,  con il determinante apporto del Ris., avviate agli inizi del 2007, hanno consentito di far luce su una associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. In carcere sono finiti: Agbunag Dioniso, 42 anni; Babasa Marciano, 32 anni; Cena Christian, 29 anni; Cena Jess Noel, 29 anni; Cena Noel, 48 anni; Cena Renè, 37 anni; Coile Rolando, 33 anni; Isla Robert, 36 anni; Sugay Federico, 43 anni. Hernandez Isidro, 51 anni e Cabrera Lino, 40 anni, sono invece stati posti agli arresti domiciliari. L’operazione “Batangas” (così denominata dalla cittadina di origine del capo dell’organizzazione, Cena Noel), ha consentito di far luce su una associazione costituita esclusivamente da filippini, molti dei quali legati da rapporti di parentela. Infatti, Cena Noel, indiscusso capo della struttura, si avvaleva sistematicamente ed in via prioritaria dei suoi figli e della moglie. Le indagini dell’Arma hanno altresì consentito di individuare il canale di approvvigionamento dello stupefacente, nonché di documentare le modalità di trasporto dello stesso, con il sequestro di diverse partite di droga. Questa, infatti, veniva importata direttamente dalle Filippine a mezzo di plichi postali, recapitati al domicilio del destinatario. I diversi sequestri attuati nel corso dell’operazione, hanno poi portato i trafficanti ad adottare ulteriori accorgimenti, nel tentativo – peraltro non riuscito – di far giungere la droga al destinatario. In tale contesto è stato sequestrato anche un plico postale contenente dei campioni per parquet che, opportunamente scavate, celavano al loro interno bustine contenenti i cristalli di metanfetamina.
Il sodalizio era dedito infatti all’importazione ed allo spaccio di metanfetamina cloridrato (ice) o, come viene chiamata nell’ambiente della comunità filippina, shaboo. Si tratta di un derivato di sintesi dell’anfetamina, realizzato in laboratori clandestini localizzati prevalentemente nel continente asiatico con ingredienti facilmente reperibili, che causa rapida assuefazione e potenti effetti stimolanti, con gravissimi danni al sistema nervoso centrale.
Tale sostanza, relativamente poco diffusa nella specifica area geografica, è riconducibile alle cosiddette “droghe etniche”, cioè quel tipo di stupefacenti ad uso esclusivo o prevalente di determinate comunità di stranieri. Analogamente all’anfetamina, la metanfetamina genera stati ipercinetici, riduzione dell’appetito, generale senso di benessere con uno stato di agitazione molto elevato. Le metanfetamine si presentano solitamente con aspetto cristalliforme, e si prestano ad essere assunte con diverse modalità (fumate, inalate, ingerite o iniettate). Tali caratteristiche, non disgiunte da un prezzo relativamente basso, stanno favorendo la diffusione di tale droga anche al di fuori della comunità filippina, trovando sempre più consumatori anche tra i giovani italiani.

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