Provincia, percorso di reinserimento per i detenuti

Si è concretizzato il primo passo del percorso intrapreso dalla Provincia regionale di Messina in favore della rieducazione attraverso percorsi di reinserimento dei detenuti. Nei giorni scorsi una Commissione dell’Ente si è recata nel carcere di Messina Gazzi per un sopralluogo, alla presenza del Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia, Orazio Faramo e del direttore della struttura, Calogero Tessitore. La parte politica era rappresentata dall’assessore al lavoro  Renato Fichera e dai consiglieri Lalla Parisi,  Tonino Calabrò e Maurizio Palermo. “Dall’incontro – ha dichiarato al termine Lalla Parisi – è emerso che il carcere di Messina necessita sicuramente di appositi interventi di ristrutturazione. Abbiamo però constatato  che all’interno si trova un nuovissimo teatro con un centinaio di posti e, cosa più importante, che da circa un anno è attiva una eccellente sala operatoria con annessi locali di degenza, funzionante e garantita da una equipe di medici del policlinico di Messina. Si tratta di una struttura – evidenzia Lalla Parisi – unica nel suo genere nel Centro-sud”. Il sopralluogo si è concluso con un impegno della Provincia, di contribuire economicamente alla realizzazione di una struttura prefabbricata con adeguati servizi igienici, da ubicare in un’area adiacente alla “zona colloqui”. Un’opera mirata all’accoglienza dei parenti dei detenuti che “servirebbe – spiega il consigliere Parisi – ad eliminare l’inconveniente determinato dalla precaria tettoia posta sul marciapiede di fronte al muro di cinta del carcere”. La Commissione ha concluso la visita nell’area riservata al settore femminile. Lì il Provveditore Faramo ha comunicato all’assessore Fichera  e ai consiglieri  Parisi, Calabrò e Palermo  che è sua volontà adibire un immobile confiscato alla mafia in Sicilia per accogliere le detenute in carcere con bambini al seguito, affinché le stesse possano scontare la loro  pena senza provocare il trauma delle inferriate ai minori, in strutture adeguate.

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