Anziani e disabili, disponibili 3 milioni di euro

MESSINA – Tre milioni di euro per anziani e disabili della Provincia di Messina. La Cisl di Messina e la Federazione provinciale Pensionati ha avviato una campagna di informazione nei confronti dei Sindaci dei comuni della provincia di Messina per illustrare le opportunità della direttiva del Ministro dell’Interno del 19 febbraio 2009 con la quale sono state determinate le priorità ed i criteri per l’assegnazione dei contributi a carico della Riserva Fondo Unrra (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) per l’anno 2009.
Un milione di euro è stato destinato a interventi socio-assistenziali in favore di persone anziane affette da gravi patologie, mentre due milioni di euro a favore di disabili qualora siano in caso di bisogno.
Nella lettera che il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese e il segretario provinciale della Fnp Cisl Carmelo Muscolino hanno inviato ai 108 sindaci si evidenzia come, tramite la Prefettura, possono avanzare richiesta di contributo gli enti pubblici nonché organismi privati aventi personalità giuridica. Il termine per la richiesta è il 31 maggio 2009.
Possono essere finanziate: le spese per potenziare i centri socio-assistenziali riabilitativi, comprese quelle di costruzione, di ampliamento e di ristrutturazione e quelle per attrezzature ed arredamenti; le spese di funzionamento di centri e servizi socio-assistenziali, comprese quelle per apparecchiature, strumentazioni, mezzi materiali, mezzi di trasporto, automezzi destinati ai servizi, nonché per il rimborso a operatori e volontari e per la informatizzazione dei servizi, con esclusione di veri e propri oneri di ordinaria gestione.
“Riteniamo – hanno scritto Genovese e Muscolino – sia una opportunità che non può essere sprecata in un territorio come il nostro con una popolazione tra le più anziane d’Italia, dove le risorse disponibili sono insufficienti a garantire servizi essenziali e dove manca una strategia complessiva per le politiche sociali. Abbiamo ribadito in varie occasioni, come modesti siano stati risultati ottenuti dalla legge 328/2000 che non ha prodotto un reale cambiamento e miglioramento nei territori, a causa anche di difficoltà di ordine socio-politico e culturali degli stessi Distretti. Ciò ha spesso portato ad una parcellizzazione delle risorse e dei progetti, a una complessità di bisogni e di esigenze non soddisfatti e complessivamente a una mancanza di incisività. L’invito – hanno concluso – è quindi quello di attivarsi per la presentazione di progetti a sostegno di coloro che si trovano in condizioni di fragilità personale e sociale perché una buona qualità dei servizi alla persona è misura della civiltà di un comune e rappresenta un preciso dovere di ogni amministrazione che desideri tutelare la dignità del cittadino”.

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