Crocerismo, Taormina rimane a guardare

TAORMINA – Attenti ai croceristi. Per Taormina, la concorrrenza sul piano turistico non arriva solo dalle altre nazioni del bacino del Mediterraneo, dalle località esotiche. Viene, anche, da dietro l’angolo. I titoli di alcune testate siciliane dovrebbero far riflettere gli operatori turistici di Taormina. I quali, a leggere le ultime informazioni, a proposito di “croceristi”, debbono cominciare a temere la concorrenza di Catania e Messina. Le due città e le loro istituzioni insieme alle organizzazioni di categoria, infatti, hanno fatto pool  per “bloccare” le centinaia di migliaia di turisti del mare che, proprio in questo periodo, arrivano, nei due porti, a bordo di organizzatissime ed accoglienti navi crociera. Taormina sta a guardare anche se, ogni giorno, nelle sue strade “sfilano” migliaia di turisti del mare. Sul Corso, in certe ore, è quasi impossibile andare a piedi. A Messina, comune e provincia, hanno stipulato una joint venture con  le compagnie di navigazione MCS e Costa Crociere. Le due società si sono impegnate a promuovere, durante le ore di navigazione, “le bellezze, la cultura, le ricchezze architettoniche e paesaggistiche, i sapori di Messina”. Scopo dell’iniziativa è quella di evitare che i clienti delle due compagnie scelgano di fare escursioni fuori le mura. Meglio e più comodo  per loro, dicono, fermarsi in città. L’iniziativa si basa sulla convinzione che: “Taormina, Etna e Nebrodi sono terminali di consolidato prestigio ma che Messina può offrire qualcosa di unico, di autenticamente attraente: panorami mozzafiato, i forti umbertini, la suggestione della zona falcata del porto, i laghi di Ganzirri, una gastronomia che non teme confronti, i capolavori di Caravaggio ed il museo regionale”. Evidente che, con la joint venture firmata ieri, Messina intende fare concorrenza a Taormina. La città dello stretto e del porto mira a creare, per la città, grazie ai transatlantici: “Un indotto economico di estrema rilevanza”. Il tutto è basato su alcuni numeri: da qui alla fine dell’anno, faranno scalo a Messina, solo su navi della Costa e  MSC,  90.000 croceristi che, nel 2010 dovrebbero diventare, secondo alcune previsioni, molti di più. A Catania, il numero dei croceristi in transito saranno di più che a Messina. “E’ prevista una sosta a Catania il prossimo anno –dice il presidente dell’Autorità Portuale catanese, Santo Castiglione- della più grande nave della Costa Crociere che sarà varata il prossimo 5 giugno. Nel 2010 –ha proseguito- giungeranno a Catania, via mare, 100 mila turisti da ogni parte del mondo che è bene cominciare a considerare i migliori sponsor che la nostra città può avere”. Per prepararsi a questo tipo d’invasione, Catania ha lanciato il progetto “welcom crocieristi”.  Si tratta di un programma ideato per consentire ai turisti arrivati dal mare di visitare la città nel miglior modo possibile ed in massima sicurezza. “E’ prevista –ha dichiarato il sindaco della città etnea, Raffaele Stancanelli- l’impiego di accompagnatori e la presenza, discreta, delle forze dell’ordine che permetteranno ai turisti di girare in tutta tranquillità per le vie del centro cittadino”. Sul piano pratico, è stata predisposta una segnaletica verticale che guiderà i turisti fuori dal recinto del porto verso il cuore barocco catanese, nella zona dei ritrovi più attrezzati e dei negozi delle grandi firme. Messina e Catania, quindi, vogliono calamitare l’attenzione dei croceristi, turisti in grado di spendere. Soprattutto, vogliono che questo tipo di “clienti” si fermino in città invece che andare in giro per paesi e campagne. Taormina, sino ad ora, ha snobbato questo tipo di visitatori; li ha considerati “clienti di seconda mano”, quasi dei “disturbatori”. Per certi versi è vero. I croceristi, sino ad ora, infatti, si limitano ad arrivare in centro (anche quelli sbarcati a Giardini Naxos)  per una breve visita al Teatro Antico. Si muovono incolonnati come diligenti scolaretti, non entrano nei negozi perché non hanno tempo visto che l’escursione a Taormina non dura per loro più di tre ore. A queste condizioni, non fanno altro che intasare le strade del centro e riempire i cassonetti della spazzatura con cartacce e bottigliette vuote di acqua minerale. Messina e Catania, invece, stanno scommettendo su di loro. Hanno deciso di riceverli in pompa magna, di non farli uscire di città, di portarli a riempire bar e negozi. Taormina sta a guardare: a queste condizioni, resterà terminale di un ricco filone turistico. Taormina, insomma, non riesce a programmare nulla di nuovo, non sa aprirsi alle novità, non sa affrontare le emergenze alla luce delle situazioni contingenti come l’attuale crisi che sta costringendo alcuni alberghi a restare ancora desolatamente chiusi o vuoti.

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