Taormina. 1. maggio banco di prova per il turismo

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Mentre dagli osservatori turistici giungono incoraggianti notizie che riguardano l’agriturismo e le vacanze ecologiche in genere, a Taormina c’è molta attesa per il ponte del Primo maggio: le strutture agrituristiche denunciano un boom di prenotazioni. A Taormina, l’apparato turistico – che poco ha investito in questi settori- aspetta, per cominciare a fare le prime previsioni per la stagione estiva, di sapere in che maniera risponderà il mercato tradizionale. I prossimi tre giorni, infatti, potranno servire per accertare se le offerte e le promozioni, lanciate durante le ultime fiere del turismo, hanno fatto breccia o meno. Nessuno si è sinora azzardato a stilare statistiche per quanto riguarda gli alberghi. Quasi certo è, invece, l’arrivo di migliaia di auto e la riapertura di quasi tutte le “case vacanza”. Questo vuol dire che si ripeterà il tradizionale caos viario. Certo è che, sinora, per l’attività alberghiera, i bollettini statistici non hanno fornito indicazioni incoraggianti, per l’attività alberghiera. Sono molte le strutture residenziali ancora chiuse o con pochissime stanze occupate. Sino a pochi giorni fa, però, l’andamento metrologico non ha favorito il movimento turistico. Pioggia e freddo hanno scoraggiato i potenziali clienti. Da domani in poi, però, la situazione dovrebbe (almeno così sperano gli operatori) cambiare drasticamente. Le previsioni metereologi sono tutte dirette verso il bel tempo. Questo vuol dire che, quanti possono, cominceranno a muoversi per concedersi qualche giorno di vacanza. Saprà Taormina approfittarne? E’ questa la domanda alla quale si potrà dare una risposta nei prossimi giorni, dopo il ponte della Festa del lavoro. Stando alle indicazioni di Federalberghi, dovrebbero essere poco meno di sette milioni gli italiani che si muoveranno nel prossimo fine settimana. Intanto non si hanno buone notizie per  l’occupazione.  Circa il 40 per cento dei lavoratori degli alberghi siciliani rischia di perdere il diritto alla disoccupazione ordinaria. Per il mondo del turismo, insomma, siamo vicini a un dramma economico e sociale. La denuncia è dell’Uras/Federalberghi che ha partecipato a un tavolo di lavoro, tenutosi a Palazzo d’Orleans a Palermo, per discutere della crisi turistica che interessa l’Isola.”La crisi -ha precisato il neo presidente dell’Unione degli albergatori siciliani, Nico Torrisi- ha provocato un ritardo nell’assunzione dei lavoratori stagionali”. Da considerare che negli alberghi siciliani sono tantissimi, quasi la totalità, i dipendenti alberghieri a tempo determinato. Moltissimi di loro, nel corso del 2009, rischiano, perciò, di lavorare meno che negli anni passati e di restare, nei mesi di disoccupazione, senza alcun sostegno economico pubblico. E’ notizia di questi giorni che, in un solo complesso residenziale del comprensorio di Taormina sono almeno 50 i lavoratori che non sono stati ancora confermati. Pare, addirittura, che non riceveranno nessuna lettera d’ingaggio. In poche parole: resteranno senza lavoro. All’incontro palermitano, oltre che Torrisi, hanno partecipato Salvatore Cianciolo, responsabile della task force dell’Uras, Paolo Trovato, dirigente del XIII Servizio dell’assessorato regionale al Turismo e i rappresentanti dei sindacati di categoria della Cgil, Cisl ed Uil, di Confesercenti e dell’Erbst.  Torrisi, nel corso dei lavori, ha precisato che: “La crisi economica del settore turistico e ricettivo ha caratterizzato non solo una forte stagionalità delle imprese ma anche una riduzione dei periodi occupazionali dei lavoratori”. Questo vuol dire che quest’anno saranno diverse migliaia i camerieri, gli addetti ai servizi di cucina, dei reparti di ricevimento (tutto personale che, in ogni caso, ha acquisito professionalità) che lavoreranno solo per circa 4 mesi. Il diritto all’assistenza pubblica, però, scatta dopo i 6 mesi di lavoro. “Molti dei lavoratori, quindi -ha denunciato l’URAS- non godranno degli indennizzi di disoccupazione”.  Per affrontare il problema, gli albergatori ed i rappresentanti dei lavoratori si sono impegnati a chiedere al Governo un’iniziativa che autorizzi l’Inps ad abbassare il termine previsto dalle attuali disposizioni per assicurare ai lavoratori del settore turistico che non raggiungono i sei mesi di occupazione, nell’arco di un anno solare, di maturare il diritto all’assegno di disoccupazione.

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