Taormina. ”U burgu” come il quartiere Montmatre?

TAORMINA – Ci sono delle iniziative che si possono attuare senza spendere o impegnando pochi euro.Per realizzarle, una volta verificata la loro qualità, basta avere un pizzico di iniziativa, un tantino di fantasia e quel che basta di buona volontà. Tra queste si può inserire la proposta dell’assessore Costantino Papale che “ha pensato” di trasformare uno dei quartirei più popolari di Taormina, “u burgu”, in una sorta di vetrina dell’arte, un centro mostre all’aperto. “Ne ho parlato -dice- con il sindaco, Mauro Passalacqua, ed alcuni componenti della giunta. Ho trovato risposte tutte positive. Ora è necessario trasformarte l’idea in un progetto da attuare, se fosse possibile, prima dell’inizio dell’estate”. Il progetto, così come illustrato da Papale, è semplice: tutto sta ad individuare un certo numero di artisti, italiani e non, e convincerli a farsi coinvolgere dagli amministratori di Palazzo dei Giurati e dagli operatori turistici del quartiere. I pittori ed agli scultori che vorranno scegliere “u burgo” per realizzare le loro opere, riceveranno piena ospitalità. “I ristoratori della zona -annuncia Papale- sono disponibili ad offrire pranzo e cena a quanti resteranno nel loro quartiere per “creare” in diretta. Con questo sistema, così come avviene in altre parti del mondo, i visitatori avranno modo di frequentare una delle zone più caratteristiche di Taormina per osservare pittori impegnati con le loro tele o scultori che modellano creta o scheggiano marmi. E’ quanto capita, per esempio, a Parigi nel quartiere Montmatre. “U burgu” potrebbe trasformarsi in un quartiere bohemien da visitare, da gustare e da vivere. Sinora ho ricevuto solo consensi. Lo stesso sta capitando agli altri assessori che hanno “spostato” il progetto la cui realizzazione, per il Comune, è a costo zero o quasi. Al massimo, agli artisti che accetteranno il nostro invito dovremo garantire un punto luce e qualche cavalletto. Al resto ci penseranno gli operatori e, soprattutto, Taormina ed il suo fascino”.
Papale è entusiasta, disposto a mettere in ballo la sua credibilità pur di realizzare il progetto “artisti in strada”. Ma l’assessore, si sa, è un tipo vulcanico, che ama Taormina, che crede nelle sue grandi potenzialità. In certi momenti, però, dimentica che Taormina è una “città strana”. Una città nella quale è difficile mettere un dissuasore stradale, piazzare un segnale, creare piccoli posteggi per motocicli. Taormina è una città che ama guardare al suo passato, crogiolarsi nei ricordi. Guarda, invece,bcon scetticismo al futuro, alle innovazioni. Troppi preferiscono che nulla cambi, che tutto resti fermo. Credono che questa sia la maniera giusta per garantire la città. Niente innovazioni, per costoro, vuol dire conservare il passato, quello fatto dei grand tour, degli artisti che venivano a svernare, dei miliardari che affittavano alberghi interi per trascorrere le loro vacanze al sole del Mediterraneo. Per questo la proposta di Papale difficilmente (ma vorremmo tanto essere smentiti) andrà in porto. Tutto finirà nel dimenticatoio, nel cassetto dei progetti abortiti. Eppure, fare del “burgu” la Montmatre di Taormina sembra proprio una bella idea ed in più non costerebbe nulla.   

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