S. Teresa. Solidarietà, i ”numeri” della Penelope

S. TERESA DI RIVA – Il 30 ottobre scorso è stata inaugurata a la nuova sede del centro di servizi e solidarietà sociale “Il Picchio”, promosso e gestito dall’associazione Penelope e attivo nel territorio del comune di S. Teresa di Riva e della riviera jonica già da diversi anni. L’apertura della nuova sede presso l’ex ufficio di collocamento situato nel quartiere Torrevarata, concesso in uso gratuito dall’amministrazione comunale, oltre a dare risposta ad un’esigenza sentita dai suoi volontari e utenti che in più riprese sono scesi in piazza per rivendicare il diritto ad una sede più idonea per le molteplici attività di supporto svolte dal centro, inaugura anche un diverso stile” nei rapporti fra pubblica amministrazione e privato sociale.
L’associazione infatti si è impegnata e ha realizzato a proprie spese, con il contributo della Fondazione Aiutare i bambini, la ristrutturazione e il recupero di un bene sottratto a qualsiasi utilizzo pubblico da decenni, destinandolo non a propria sede, ma a centro di servizi gratuiti per la collettività. Non solo. I volontari si sono impegnati a rendere pubblici i dati relativi alla loro attività consapevoli che occorra mostrare con trasparenza l’utizzo che si fa dei beni immobili pubblici.
Da qualche giorno è stata inviata al sindaco Alberto Morabito (anche nella sua qualità di assessore ai Servizi Sociali), al presidente del Consiglio omunale e ai capogruppo di maggioranza e di minoranza, una relazione dettagliata che dà conto dell’attività svolta dall’associazione nel periodo 1 novembre 2008-31 marzo 2009.
Dalla relazione si evince che sono 21 i nuclei familiari multiproblematici e 26 i singoli in situazione di grave disagio sociale presi in carico, con l’attivazione di servizi che vanno dal servizio sociale professionale al segretariato sociale, dalla mediazione nell’accesso ai servizi alla fornitura di vestiario e alimenti, dall’attivazione di risorse pubbliche alla mediazione lavorativa, dalla presa in carico dei minori al disbrigo pratiche;
sono 30 i minori che frequentano con continuità le attività promosse dal centro, di cui 10 in condizioni di disabilità, 14 minori immigrati e 6 provenienti da nuclei svantaggiati. Le attività del centro prevedono recupero scolastico mirato di concerto con le insegnanti, laboratori ludico – ricreativi ed educativa domiciliare
sono 17 le offerte di lavoro pervenute al centro con 6 inserimenti lavorativi realizzati. Lo sportello lavoro funzionante presso il centro rappresenta per moltissime famiglie italiane un punto di riferimento per le richieste di donne straniere badanti che svolgono lavori di cura ed assistenza nei confronti di anziani allettati o soli
sono 105 gli stranieri presi in carico dallo sportello Itaca, attivo presso il centro. Di questi 31 sono rumeni, 24 tunisini, 12 marocchini, 21 russi e 17 appartenenti ad altre nazionalità. Il centro fornisce agli immigrati tutti i servizi di supporto, disbrigo pratiche, mediazione culturale e accesso ai servizi. Presso il centro sono stati riattivati anche i corsi di lingua italiana per badanti russe e ucraine che si svolgono nei giorni di mercoledì e sabato dalle 14.00 alle 16.00
Tutte le attività sono coordinate da un’assistente sociale e si avvalgono dell’opera di un operatore volontari e di 4 volontari di servizio civile.

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