Taormina. Il Comune… sfratta la Regione

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Il comune di Taormina sfratta la Regione Siciliana. La notizia è, di per se stessa, clamorosa ma, probabilmente è destinata a scoppiare come una bolla di sapone. La materia del contendere riguarda l’uso, da parte dell’Azienda Soggiorno e Turismo, ufficio della Regione siciliana, di alcuni locali comunali: non avrebbe pagato il canone d’affitto per l’uso, a Palazzo Corvaja (monumento di grande valore storico ma in stato di degrado) di quasi tutto il piano terra. I locali, da circa 60 anni, ospitano gli uffici dell’Aast che ha rappresentato, per anni, punto di riferimento per quanti in Sicilia s’interessano di turismo. L’Aast, a Taormina, insomma, ha maturato una storia di grande valore. Ora, a seguito di una legge regionale non ancora entrata completamente in vigore, si è trasformata in un semplice ufficio informazioni. Ma questa è una storia diversa. Per adesso fa notizia l’azione di sfratto notificata all’Azienda per un presunto mancato pagamento di canoni d’affitto per un ammontare di 220 mila euro. La richiesta ha provocato la reazione dell’Aast che, come dice il dirigente responsabile del servizio turistico regionale, Antonio Belcuore, non deve nulla al Comune in forza di una convenzione stipulata nel 2001. Una prima nota di fratto il comune l’aveva notificata all’Aast nel 2007. “Per quella vicenda –dice Belcuore- è in corso un procedimento davanti al Tribunale di Taormina”. Risponde l’assessore comunale alle finanza, Fabio D’Urso: “La nostra azione è corretta e legittima”. Chi ha ragione? Lo stabilirà il Tribunale. Per adesso di concreto c’è che tra Regione e Comune di Taormina è in corso una vera querelle dai risvolti tutti da chiarire.

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