Taormina. In Consiglio mozione per riaperturà Casinò

                    Giuseppe Monaco
TAORMINA – Riunione straordinaria del Consiglio comunale indetta dal presidente, Eugenio Raneri, per giovedì 23 aprile. All’ordine del giorno è stato indicato un solo punto e riguarda la discussione ed approvazione di una mozione: “Per la riapertura del casinò di Taormina”. L’argomento era stato congelato a seguito di una inattesa presa di posizione del consigliere di minoranza Giusepe Composto che, nelle settimane scorse, in Consiglio comunale, aveva dichiarato di non voler votare la mozione ritenendola “poco incisiva”. Ora la questione torna all’attenzione dell’assemblea cittadina. Rispetto alla prima stesura, al documento sono state apportate alcune rettifiche in maniera tale da riuscire a convincere l’intero consiglio. “E’ indispensabile – aveva dichiarato il sindaco, Mauro Passalacqua – che questo tipo di documento venga approvato all’unanimità in maniera tale da far capire che la riapertura della casa da gioco interessa l’intera città, tutti i partiti, maggioranza e minoranza”. A parte le correzioni e le precisazioni, la mozione che sarà discussa giovedì, mira ad impegnare l’amministrazione: “A svolgere ogni attività utile affinché il Parlamento italiano e l’Assemblea regionale siciliana, per quanto di loro competenza, provvedano all’emanazione di una legge organica per la disciplina del diritto all’esercizio delle attività delle case da gioco”. L’iniziativa del Consiglio comunale, comunque, non va considerata come un rifiuto ufficiale alle proposte del Casinò di Venezia che vorrebbe “esportare” a Taormina slot machine e poker americano. 
La questione, in occasione del congresso nazionale del MpA, è stata posta all’attenzione della presidenza del Consiglio. In una lettera l’amministrazione comunale, ricordava all’esecutivo nazionale che una casa da gioco a Taormina: “Servirebbe ad incrementare e valorizzare l’industria turistica”.
Come si ricorderà, Silvio Berlusconi si era dichiarato favorevole alla riapertura della casa da gioco taorminese, all’interno di un provvedimento legislativo che s’interessi delle varie richieste presentate da una ventina di comuni. Il leader, comunque, aveva precisato che sarebbe opportuno guardare ad una soluzione a carattere regionale, vale a dire che interessi, almeno in una prima fase, il Meridione compresa, ovviamente, la Sicilia. Non va sottovalutato, però, che il ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha fatto sapere di essere non favorevole all’approvazione di una legge per l’apertura di nuove case da gioco. Come dire che non tutto il Consiglio dei Ministri è da considerare pronto a presentare un provvedimento che riguardi, anche, il casinò di Taormina.
Se si aggiungono le riserve del mondo cattolico e le forzature della potente lobby dei quattro casinò in attività al nord in posizione di monopolio,  si può ipotizzare che la mozione che sarà approvata dal Consiglio comunale di Taormina non avrà vita facile.
In una lettera recapitata al presidente Berlusconi, il primo cittadino Passalacqua ha fatto presente che: “La ragione morale che si oppone all’apertura di nuove case da gioco, è una falsa scusa che non può trovare credito. Ne sono la riprova –aggiunge il sindaco- la cattolica Malta e la cattolicissima Spagna, e non sono da meno la Francia, la Germania e l’Austria. Non trova giustificazione –continua- il paventato rischio di riciclaggio di denaro perché i disegni di legge che si sono succeduti nel tempo prevedono tulle le forme possibili perché questo non avvenga. Per questo è stato sempre prevista la costituzione di un nucleo speciale di polizia collegato in rete con le varie case da gioco, un albo presso il Ministero dell’Interno dei gestori ed un albo nazionale dei croupier”.  

 

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