Taormina. Crisi galoppante, pernottamenti in calo

TAORMINA- La crisi galoppa. L’ultimo bollettino statistico pubblicato dall’Azienda Soggiorno e Turismo di Taormina, ufficio ed osservatorio della Regione Sicilia, mette in evidenza un trand davvero preoccupante. Si riferisce al periodo gennaio-marzo e, quindi, non tiene conto, della settimana di Pasqua. Non è pensabile, però, che la settimana Santa possa riuscire a ripianare le perdite. In tre mesi, Taormina ha visto andare in fumo 18.536 presenze che equivalgono ad un – 24,56 per cento rispetto allo scorso anno. Sono risultate in forte calo i pernottamenti degli italiani che, da soli, hanno maturato un decremento del 14,52 per cento. Gli stranieri, invece, hanno fatto registrare un calo del 26,14 per cento. Vale la pena sottolineare che, in questo scorcio del 2009, l’andamento delle perdite è stato progressivo: – 9,17 per cento a gennaio; -19,47 nel periodo gennaio-febbraio; -24,56 per cento da gennaio a marzo. Tradotti in vere e proprie perdite, vuol dire che i pernottamenti nelle strutture ricettive sono passati da 75.487 nel 2008 a 56,951 nel 2009. Non si può più dire, così come fatto dagli imprenditori nelle scorse settimane, che i dati ufficiali fotografano una situazione fatta di piccoli numeri. La crisi, stando al bollettino dell’AAST, è rappresentata da statistiche impietose considerato che quasi 20 mila presenze in meno vogliono dire perdite secche per l’economia taorminese e, cosa gravissima, cancellazione di posti di lavoro e ritardi nei reingaggi. Quest’anno, pertanto alcune centinaia di lavoratori resteranno disoccupati ed altrettanti si dovranno accontentare di lavorare per 4 o 5 mesi. E’ evidente, quindi, che a soffrire per la crisi sarà l’intera città. Dal consueto standard economico verranno a mancare migliaia di stipendi e, quindi, migliaia di euro che rappresenteranno le perdite delle strutture commerciali (negozi alimentari in particolare).
Il problema, insomma, rischia di diventare un vero e proprio dramma sociale che finirà per investire quella che, in ogni caso, resta una delle città più “ricche” della Sicilia. Taormina, pertanto, almeno per il 2009, non sarà più un’isola felice. La possibilità che la situazione degeneri sul serio è concreta. A debellarla può contribuire solo un’inversione negli standard economici nazionali e comunitari. Sarebbe necessario che i Paesi dell’UE, e l’Italia in particolare, riuscissero a recuperare una parte delle sue capacità di spesa per un prodotto voluttuario com’è il turismo. Altre soluzioni non sono prevedibili visto che l’apparato turistico di Taormina, quello pubblico e quello privato, non sono riusciti a mettere sul mercato pacchetti turistici alternativi a quelli tradizionali basati sul mare, il sole ed il Teatro Antico. Le migliaia di studenti e i gruppi di anziani in gita continuano a snobbare gli alberghi taorminesi ma, provenienti da quasi tutta la Sicilia, continuano ad affollare strade e monumenti cittadini. Spendono pochi euro per generi di primissima necessità. Taormina, con molta probabilità, pertanto, sembra destinata a subire perdite nei segmenti turistici convenzionali senza riuscire a sopperire (anche se in parte) con promozioni alternative basate sul turismo congressuale, quello ecologico e naturalistico, della terza età e giovanile. Qualche punto percentuale potrebbe essere salvato grazie al cartellone di Taormina Arte che presenta alcuni eventi di portata internazionale. Albergatori e commercianti, in ogni caso, sperano che il mercato si metta in movimento con l’arrivo dei mesi caldi. Purtroppo, non è possibile fare previsioni: il turismo, com’è noto, è un settore economico che risente di troppi fattori. Per esempio potrebbe, per quest’anno, essere influenzato anche dal terremoto che ha tormentato l’Abruzzo.  

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