LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA A FIUMEDINISI

Egr. Direttore,
mi chiamo Mario Puglisi, ho 25 anni e, anche se attualmente per motivi professionali mi trovo negli Stati Uniti, cerco sempre di tenermi aggiornato  tramite il Vostro sito sulle vicende del paese a cui sono profondamente legato: Fiumedinisi.
In questi ultimi giorni ho appreso dalle pagine di Tele90 di alcune polemiche e scontri politici riguardanti la realizzazione, da parte dell’amministrazione comunale di talune opere infrastrutturali, tra cui la costruzione di un muro d’argine lungo le sponde del torrente Nisi.
Premetto che non sono né un tecnico né un politico di professione e che non ho alcun interesse diretto nella vicenda.
Le scrivo da semplice cittadino.
Dopo gli ultimi avvenimenti, sento il dovere di esprimere, senza alcuna presunzione, talune personali riflessioni, nella speranza che Lei possa renderle pubbliche e che possano costituire un piccolo contributo al dibattito politico in corso.
Non essendo un esperto in materia, ritengo opportuno che siano gli organi preposti ad occuparsi degli aspetti tecnico-burocratici della questione.
Detto questo però, mi preme sottolineare come i vari interlocutori politici che sono intervenuti in questi ultimi giorni non abbiano tenuto nella dovuta considerazione la volontà espressa dalla comunità di Fiumedinisi.
In una democrazia partecipativa, quale quella in cui viviamo, esiste una fase ben precisa in cui i cittadini sono tenuti ad esprimere una propria preferenza e a indicare quali siano quei progetti che essi ritengono utili per il benessere della collettività.
Nella recente campagna elettorale del 2008, i due candidati a sindaco hanno avuto la possibilità di illustrare pubblicamente le proprie idee e i propri progetti.
Il programma elettorale dell’On. De Luca, al quale ho avuto l’onore di contribuire, indicava una precisa strategia di sviluppo, ovvero quella di dotare la comunità di Fiumedinisi di tutti quegli elementi necessari ad attrarre nuovi investimenti pubblici e privati per garantire una possibilità di sviluppo economico e sociale.
Il famoso argine di cui si parla rientra appunto nel contesto di un più ampio progetto di riqualificazione  urbana mirato a realizzare quelle infrastrutture di cui Fiumedinisi era carente.
Ricordo infatti che per molti anni, ci si è sempre lamentati della carenza di infrastrutture, della necessità di una viabilità moderna, della difficoltà ad attrarre investimenti, del deficit di strutture turistiche recettive, e in generale dell’assenza di prospettive lavorative per i giovani.
Il programma portato avanti dall’attuale amministrazione ha cercato di colmare questo gap attraverso una nuova pianificazione urbanistica che si conformasse alle esigenze di un territorio carente dal punto di vista infrastrutturale e in cerca di nuovi potenziali investitori.
In tal senso, negli ultimi anni, la programmazione comunitaria dei fondi strutturali ha cercato di recepire sempre più le indicazioni ed esigenze del settore economico e produttivo.
In particolare, le piccole e medie imprese hanno ribadito come le condizioni essenziali per poter investire in centri rurali disagiati, come ad esempio Fiumedinisi, siano essenzialmente due:  infrastrutture viarie efficienti e servizi innovativi alle imprese.
Il programma di riqualificazione urbana proposto dall’amministrazione De Luca ha avuto il merito non solo di attrarre consistenti risorse pubbliche ma anche e soprattutto di stimolare il coraggio di tanti cittadini (e non solo del sindaco) che hanno deciso di rischiare ed investire i loro soldi (ottenuti dopo tanti sacrifici) nella propria comunità.
Ridurre  il dibattito politico alla realizzazione o meno di un muro in cemento armato, senza guardare nell’insieme la strategia di sviluppo in cui esso si inserisce, denota una scarsa lungimiranza o peggio malafede.
Così come ritengo ingiusto definire speculazioni edilizie gli investimenti produttivi di decine di onesti concittadini.
Risulta poi assurdo che ci si opponga a questi progetti  quando anche i precedenti amministratori, rappresentati adesso nella minoranza consiliare, avevano individuato le stesse identiche aree come zone di espansione urbanistica e residenziale, con l’unica differenza di non essere riusciti ad ottenere gli opportuni finanziamenti né pubblici né privati.
Ma, la cosa più importante è che con il proprio voto la maggioranza dei fiumedinisani ha chiaramente espresso il proprio appoggio verso  la realizzazione di determinate opere ritenendole un importante volano di sviluppo economico e sociale.
Ciò è dimostrato non solo dall’evidente risultato elettorale ottenuto dal sindaco De Luca e dalla sua lista ma anche dalla scarsissima partecipazione popolare alle recenti iniziative di protesta operate dalla minoranza consiliare.
E’ giusto che ognuno manifesti il proprio dissenso ma al tempo stesso non si possono non tenere in considerazione gli oltre 700 elettori che hanno manifestato una determinata volontà.
Con il loro voto i fiumedinisani hanno infatti indicato chiaramente quali siano quei progetti che ritengono utili. E’ corretto ignorarli pur di attaccare politicamente l’attuale amministrazione comunale?
Mi suona poi alquanto bizzarro apprendere che, improvvisamente, si abbiano tanto a cuore i problemi di Fiumedinisi, quando per molti, troppi anni, di fronte a continui soprusi, ingiustizie ma soprattutto colpevole indifferenza, nessuno abbia mai alzato un dito a difesa degli interessi della nostra Comunità.
Mi riferisco in particolare all’interrogazione presentata dall’On. Panarello al Presidente della Regione e all’Assessorato Territorio e Ambiente, di cui si ha notizia nel Vostro sito.
L’On. Panarello, con riferimento alla realizzazione delle opere di cui sopra, scrive di “comprensibile preoccupazione nell’opinione pubblica” e della necessità “…di rassicurare la comunità di Fiumedinisi e della zona circostante rispetto alla preoccupazione diffusa che le opere previste o in corso di realizzazione possano compromettere  l’assetto idrogeologico del territorio e determinare , in caso di eventi alluvionali, gravi rischi per la popolazione..”
A quanto mi è dato sapere “l’opinione pubblica fiumedinisana” non ha mai manifestato alcuna preoccupazione in merito, ma anzi ha dimostrato, attraverso il proprio voto, di sostenere in pieno le attuali iniziative intraprese dall’amministrazione comunale.
Da ciò dovrei supporre che l’On. Panarello non sia mai venuto a Fiumedinisi in tempi recenti e che non abbia partecipato alle iniziative di protesta della minoranza consiliare.
Avrebbe infatti potuto appurare che non esiste una “preoccupazione diffusa nella popolazione”.
I cittadini di Fiumedinisi sono sufficientemente maturi per poter fare una scelta consapevole e di fatto hanno ampiamente dimostrato di non condividere le proteste dell’opposizione.
Credo inoltre che non sia corretto identificare i convincimenti di una parte politica (tra l’altro minoritaria) con il comune sentire di una intera popolazione.
E’ legittimo e assolutamente normale che ognuno di noi esprima liberamente le proprie idee secondo coscienza e che questo possa spesso portare a degli scontri politici, anche aspri.
Ma, credo che,  in  una democrazia moderna, il diritto della maggioranza degli elettori a vedere rispettata la propria volontà sia un punto di partenza dal quale nessuno possa prescindere.
Per una buona volta, si lascino da parte le sterili polemiche e si dia ascolto ai cittadini, dando loro la possibilità di decidere cosa è utile e cosa no per il futuro della propria amata comunità.
La maggioranza dei fiumedinisani ha già fatto la propria scelta, non ignoratela!
Fiducioso in un positivo riscontro e augurandomi di avere spazio nella pagine del Vostro sito,
Le porgo
Distinti Saluti
Dott. Mario Puglisi

Washington D.C., 7 aprile 2009

Fin qui la lettera, che abbiamo pubblicato integralmente. Al dott. Puglisi, diciamo: sì, assolutamente, alla ”democrazia partecipata” ma questa ovviamente dev’essere estesa anche alle minoranze, fosse un solo cittadino, che hanno il diritto di esprimere il loro pensiero. Giusto o sbagliato che sia. Immagini, dott. Puglisi, di vivere in una realtà dove viene negata la parola. Sarebbe la fine. Continui a scriverci. (u.g.) 

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