Casalvecchio. L’abbazia nel patrimonio mondiale Unesco

CASALVECCHIO – Sono state avviate le procedure per la richiesta di inserimento dell’abbazia dei SS Pietro e Paolo d’Agrò nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Il via libera all’iter è stato dato all’unanimità dal Consiglio dell’Unione delle Valli Joniche dei Peloritani che ha recepito una proposta avanzata dalla sede “Area jonica” di Archeoclub d’Italia. Nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo tecnico al quale parteciperanno la Soprintendenza ai beni culturali di Messina, l’Archeoclub, l’Unione dei Comuni Valli Joniche, la Regione, la Provincia e il Comune di Casalvecchio Siculo. Si tenterà così di valorizzare ulteriormente uno dei gioielli architettonici non solo della Val d’Agrò ma dell’intera Sicilia, la cui edificazione risale al 1117. Ma l’inserimento dell’abbazia arabo-normanna di Casalvecchio nel patrimonio Unesco non è l’unico intervento programmato dall’Unione dei Comuni sul fronte dei beni culturali. Nella stessa seduta di Consiglio, infatti, è stato riavviato il percorso dell’Osservatorio permanente dei beni culturali, un organismo operativo dell’Unione che si occuperà della tutela e della valorizzazione della risorse storiche e architettoniche dei 14 Comuni che la compongono. Con 22 voti favorevoli e 1 astenuto è stata nominata componente dell’Osservatorio Elisa Ferraro, consigliere comunale di Casalvecchio. La Ferraro affiancherà Antonella Scuderi (consigliere di Mandanici), Giuseppe Mancuso (consigliere di Itala), Rumualdo Santoro (presidente del Consiglio dell’Unione) e i rappresentanti di Archeoclub Santino Mastroeni, Filippo Brianni, Carmelo Santisi e Salvatore Coglitore. Nella prossima seduta di Consiglio sarà proposta una modifica al regolamento che consentirà all’Archeoclub di nominare il presidente dell’Osservatorio (attualmente tale carica è ricoperta del presidente di Archeoclub, Santino Mastroeni). Quasi contemporaneamente si riunirà l’Osservatorio per programmare le iniziative per il 2009. E’ già in corso un accurato censimento dei beni culturali presenti nel territorio dell’Unione. Tra i punti in programma c’è anche la valorizzazione dei musei e delle biblioteche. L’Osservatorio cercherà, al proposito, di far collaborare i responsabili di queste strutture, al fine di realizzare un sistema a “rete”, sia sul piano tematico che geografico.

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