Laboratorio Ausl, Unione dei Comuni contro la chiusura

S. ALESSIO SICULO – L’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani ha incaricato il presidente della Giunta facente funzioni, Nino Bartolotta (sindaco di Savoca), e il presidente del Consiglio, Romualdo Santoro (consigliere comunale di Antillo), di farsi portavoce presso la direzione provinciale dell’Ausl 5 per scongiurare il declassamento del laboratorio di analisi di S. Alessio. Secondo il nuovo piano regionale della sanità, infatti, la struttura pubblica santalessese dovrebbe divenire un semplice centro di prelievo. Il mandato ai rappresentanti dell’Unione dei 14 Comuni jonici è stato affidato all’unanimità nel corso dell’ultimo Consiglio. “Si tratta – dice senza mezze misure il presidente del Consiglio dell’Unione, Santoro – di un ulteriore scippo al nostro territorio. E’ vero che bisogna razionalizzare la spesa pubblica ma questo va fatto attraverso il taglio dei rami secchi, laddove c’è sperpero di denaro, e non dove i servizi invece funzionano. Non dimentichiamo che il centro di S. Alessio esegue 70mila prestazioni all’anno ed è di fondamentale importanza per l’intero comprensorio. Se l’Ausl non ci darà ascolto – conclude Santoro – ci rivolgeremo alla Regione: il declassamento va evitato”. Nei giorni scorsi anche i sindaci della riviera jonica avevano protestato con un sit-in davanti alla struttura sanitaria. E anche i circoli del Partito Democratico del comprensorio avevano fatto sentire il loro dissenso con una nota molto dura. “Il ridimensionamento del laboratorio a semplice “punto prelievo”, privo di medici specialisti e di personale tecnico qualificato, è una scelta grave – aveva spiegato il coordinamento del Pd – che creerà  notevole disagio agli utenti i quali non avranno più la possibilità di effettuare controlli ematochimici e dovranno pagare per intero le prestazioni sanitarie alle strutture private”. Il Partito Democratico aveva evidenziato, inoltre, che la chiusura del laboratorio non determinerà un reale risparmio. Infatti i  locali in cui è situato non comportano alcuna spesa per l’Ausl 5 e sono già dotati delle necessarie attrezzature tecniche; invece per il trasporto dei campioni dovrà essere allestito un idoneo servizio che genererà ulteriori costi, certamente più alti di quelli derivanti dal funzionamento dell’attuale struttura.

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