Fiumedinisi. ”Paese in vendita”, la minoranza insorge

FIUMEDINISI – ‘’L’amministrazione comunale è pronta a svendere i beni del nostro paese. Ma noi non lo consentiremo. E’ intollerabile e ci batteremo con ogni mezzo. E se il caso lo richiederà, occuperemo ad oltranza il palazzo municipale”. E’ l’amaro sfogo del capogruppo di minoranza, Francesco Repici, in seguito agli sviluppi dell’ultima riunione consiliare, nel corso della quale la maggioranza, che si rifà alle posizioni del sindaco, il deputato regionale del Mpa Cateno De Luca, ha votato una delibera con la quale è stato approvato il Piano triennale delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. “Da questo momento – sottolinea Repici – l’amministrazione potrebbe vendere i “gioielli di famiglia”: dal Castello Belvedere, che fu residenza di caccia di Enrico VI, all’intero bosco comunale. Per alcuni beni immobili è stata anche presentata in aula una stima sommaria. Ad esempio – prosegue il capogruppo di minoranza – dal bosco grande, che si snoda lungo un’area di 149 ettari, gli amministratori contano di ricavare 920mila euro. Complessivamente, se riuscisse a vendere tutto, il Comune incasserebbe poco meno di 5 milioni di euro. La somma esclude gli eventuali incassi della vendita del castello, che non è stato stimato”. Sull’argomento il gruppo “Riprendiamo il cammino” aveva presentato una mozione pregiudiziale, letta in aula da Repici in apertura della seduta. Un atto con il quale si proponeva all’assemblea di rinviare il trattamento di due argomenti: quello relativo al Piano  alienazioni e valorizzazioni immobiliari e quello inerente l’approvazione del programma triennale delle opere pubbliche. Il consigliere Luigi Caminiti aveva anche chiesto, a titolo personale, il rinvio dell’approvazione del Bilancio di previsione. Il presidente dell’assemblea, Alessandro Rasconà, ha palesato l’intenzione di trattare gli argomenti in questione in altra seduta. Di parere contrario il sindaco, Cateno De Luca, il quale ha fatto invertire rotta al presidente mettendolo in evidente imbarazzo. A quel punto su proposta del capogruppo di maggioranza, Grazia Rasconà, la seduta è stata sospesa per un  quarto d’ora. Al rientro, la mozione della minoranza è stata bocciata in blocco. “Considerato l’atteggiamento della maggioranza – ha commentato il capogruppo Repici – non ci restava che alzarci ed abbandonare l’aula”. Lo stesso ha infine evidenziato, insieme ai colleghi di opposizione – che il territorio rischia di essere devastato da opere inutili e dannose pagate a peso d’oro. Già abbiamo assistito ad una pioggia di finanziamenti destinati in contrada Vecchio, dirimpetto al centro abitato – hanno sottolineao i consiglieri di minoranza – che a nostro avviso non stanno portando e non porteranno alcun beneficio alla collettività fiumedinisana”.

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