Taormina/Ospedale, nessun utile dalla riforma sanitaria

TAORMINA – “Non è quello che ci aspettavamo. La riforma sanitaria non ci porta nulla di nuovo. Il San Vincenzo è rimasto dov’era. C’erano in ballo altre soluzioni che, a nostro avviso, avrebbero rappresentato un passo in avanti”. La dichiarazione è di Mauro Passalacqua, nella sua veste di primo cittadino del comune capofila del Distretto sanitario taorminese. Probabilmente, quindi, il dibattito sul futuro dell’ospedale taorminese non si è chiuso con l’approvazione della riforma sanitaria siciliana.“
Si era discusso – aggiunge – della possibilità di istituire  l’Azienda Ospedaliera Taormina ma l’idea, che aveva una sua logica, è stata accantonata. Anche la possibilità di entrare a far parte, insieme al Papardo ed al Piemonte di Messina, dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti, entità di valore regionale è stata scartata. Alla fine siamo rimasti all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale e collegati agli ospedali di Lipari, Milazzo e Barcellona”.
– Quale sarebbe stata, a suo avviso, la soluzione più congeniale alle caratteristiche del comprensorio di Taormina ed alle peculiarità dell’ospedale di contrada Sirina?
“Io credo, l’accorpamento con il Papardo ed il Piemonte di Messina che avrebbe consentito un inquadramento di spessore regionale”.
Per l’amministrazione comunale di Taormina, la soluzione adottata dal Parlamento regionale non serve a mettere in evidenza le caratteristiche dell’ospedale di contrada Sirina. Il nosocomio corre il rischio di essere gestito, anche, in base alle esigenze degli altri ospedali del “gruppo”. In base alla legge approvata, resta legato al territorio, non fa nessun salto di qualità.
“Taormina ed il suo comprensorio – dice Passalacqua- continuerà a difendere le conquiste che il San Vincenzo ha realizzato negli anni. Abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo, insomma, di avere divisioni e reparti organizzati e finanziati in base alla loro “produzione”, cioè in base al numero ed alla qualità delle prestazioni che garantisce all’utenza . Tutti sanno che il nostro ospedale è diventato punto di riferimento per un territorio che è molto vasto e che al suo interno funzionano servizi e specializzazioni di rilievo regionale. Tutto ciò deve continuare ad essere valorizzato anche garantendo risorse finanziarie adeguate”.
Sino ad oggi i dirigenti dell’ASL n. 5 di Messina hanno riconosciuto la “specialità” dell’ospedale di Taormina. “Chiediamo che tutto continui in quest’ottica, anzi che gli interventi siano potenziati sul piano economico e miglioranti per quanto riguarda le attrezzature e la qualità. Taormina ha bisogno di una gestione che tenga conto dei servizi e delle professionalità che assicura all’utenza. Certo è che gli amministratori del Distretto non accetteranno che il San Vincenzo venga depotenziato o finanziato in maniera insufficiente rispetto alle sue caratteristiche ed alle risposte sanitarie che assicura. Questo vuol dire che è indispensabile che l’ospedale abbia, costantemente, un numero sufficiente di infermieri e di specialisti”.
Dichiarazioni, quelle di Passalacqua, che fanno riferimento a tre questioni: l’ospedale di Taormina, per la sua posizione geografica, è punto di riferimento per un’ampia porzione di territorio delle province di Messina e di Catania; il San Vincenzo deve assicurare servizi ai quasi due milioni di turisti che ogni anno trascorrono nei comuni del comprensorio le loro vacanze; al suo interno funzionano dipartimenti e servizi di alta specializzazione, vedi oncologia medica, chirurgia oncologica, cardiologia, cardiochirurgia pediatrica, ematologia, medicina per immagini, radioterapia. “Non è pensabile che queste competenze e queste esperienze possano essere messe in discussione. Di questi fatti mi farò portavoce giorno 30 quando a Messina si riunirà l’assemblea dei sindaci proprio per discutere delle esigenze sanitarie del territorio”.

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