Messina. Il rettore rende pubblici i conti dell’Ateneo

MESSINA – L’Università di Messina, mercoledì prossimo alle 10 (nell’Aula magna), illustrerà agli studenti, ai docenti, ai dipendenti e alle organizzazioni sindacali la situazione economica dell’Ateneo in vista del primo assestamento del bilancio. “Efficienza, trasparenza e qualità dei servizi come risposta alla crisi finanziaria nazionale: le politiche di bilancio dell’Ateneo nel solco del rinnovamento” è questo l’argomento che sarà trattato dal rettore   Francesco Tomasello, dal direttore amministrativo   Giuseppe Cardile e dagli economisti   Pietro Navarra e Daniela Baglieri. Nelle ultime settimane su dati del Sole 24 0re sul finanziamento degli Atenei statali 2009, si è innescata una polemica nazionale alla quale ha fatto seguito una nota, a chiarimento, della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane). Il rettorato Tomasello ha avuto inizio nel 2004 con un finanziamento statale ridimensionato a circa 170 milioni di euro. Nel 2008 è stato portato a circa 183 milioni di euro, in controtendenza nazionale. L’Ateneo era già e certamente lo è ancor di più oggi sovrafinanziato, non in rapporto al merito, ma in rapporto alla spesa storica, costituita dagli stipendi del personale . Il contributo statale era erogato, fino al 2004, in rapporto a 1985 unità di personale tecnico-amministrativo e a 1407 unità di personale docente. Entro il 2009 le unità di personale tecnico-amministrativo saranno 1543, quindi circa 450 in meno, e quelle di personale docente saranno 1371, pari a 36 in meno. Perché tanto personale tecnico-amministrativo nel recente passato, considerato che dovrebbe essere equivalente alla metà di quello docente? La risposta – scrive l’Università in un comunicato – è che l’Ateneo di Messina ha retto da sola, l’onere del Policlinico Universitario che oggi condivide con la Sanità regionale, soprattutto nell’assegnazione delle figure professionali socio-sanitarie. Ecco il motivo della riduzione del personale non docente ed ecco il motivo per cui – si legge ancora – il finanziamento storico dell’Università di Messina, da anni il più alto d’Italia, perché legato alla voce personale, è quello che decrescerà di più nel 2009, anche se in misura modesta, in attesa dei tagli finanziari del 2010 che investiranno tutti gli Atenei italiani. Voci che parlano di Messina come ultima università per merito sono assolutamente errate – conclude il comunicato – e non si capisce allora, per quale motivo dovremmo autocondannarci e autocommiserarci, quando invece vi è una situazione finanziaria e di bilancio che molti altri Atenei ci invidiano. Piuttosto, l’Università di Messina sta già procedendo dal 2004 ad una pianificazione virtuosa del reclutamento in rapporto alla cessazione del personale. 

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