S. Teresa. E’ battaglia sul Piano regolatore generale

S. TERESA – Il Piano regolatore generale della cittadina jonica sarà certamente il tema “caldo” del 2009. Una prima avvisaglia di ciò si è avuta nell’ultima seduta di Consiglio comunale quando l’argomento ha fatto l’esordio in aula assorbendo quasi due ore di dibattito. Nell’occasione sono state fornite ai progettisti, gli ing. Pietro Mifa e Adriano Nicotra, le direttive da seguire per la rielaborazione del piano, in base alle prescrizioni fornite dal Cru, nel 2001, dopo l’analisi del Prg adottato dal Comune jonico nel 1995. L’iter, dunque, riparte dopo otto anni e numerosi passaggi a vuoto che hanno fortemente penalizzato lo sviluppo della cittadina jonica. L’Amministrazione Morabito, come più volte dichiarato, è intenzionata a condurre in porto l’approvazione del Prg già entro l’anno in corso. Secondo le previsioni entro tre mesi la rielaborazione del piano dovrebbe essere pronta per essere sottoposta nuovamente al vaglio del Consiglio. Ma c’è chi, come la minoranza, sostiene che la procedura seguita non sia corretta e occorrerebbe, invece, rifare tutto da zero. Il gruppo di opposizione lo ha detto in aula e adesso lo ribadisce anche sulle pagine del nostro giornale, rispondendo alle dichiarazioni rilasciateci dal vice presidente del Consiglio, David Trimarchi. Quest’ultimo aveva difeso e motivato la scelta della rielaborazione. “Secondo noi – spiega il capogruppo di opposizione, Fabio Palella – non è più possibile programmare lo sviluppo di una comunità sulla base di una relazione  relativa allo stato di fatto fotografato dagli allora progettisti nel lontano  1990. Lo stesso Prg, per definizione, si occupa della programmazione edificatoria di un comune nel ventennio successivo (1990-2010 nel caso di S.Teresa). Quello studio non è più adatto alle nuove e mutate condizioni di una comunità che nel frattempo si è trasformata. Per questo – continua Palella – pur condividendo la necessità dell’adozione di questo importante strumento urbanistico, riteniamo che se la maggioranza vuole aggiornare i dati demografici ed urbanistici (e non solo), si debba rifare il Prg ex novo, perché con la rielaborazione parziale che si sta facendo non si può toccare la relazione sullo stato di fatto che accompagna il Prg del1990. A mio modo di vedere – conclude Palella – qualcuno a Palermo si accorgerà di questa incongruenza”.

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