Taormina. Iniziative per rilanciare il turismo

TAORMINA – C’è chi s’industria, lancia iniziative, si dà da fare. Ma c’è anche chi, a proposito della crisi turistica in atto, fa poco o, peggio, accetta che l’argomento scivoli verso il dibattito politico, anzi partitico.  La differenza tra “gli altri” e Taormina può ricondursi in questi termini. Non dovrebbe essere difficile per gli osservatori capire chi sono i primi e che posizione, di fronte all’emergenza, ha scelto Taormina, la capitale del turismo siciliano.
A proposito di Taormina si sa che gli albergatori hanno partecipato, insieme all’amministrazione comunale, ad alcune importanti borse turistiche. Hanno anche lanciato sul mercato allettanti pacchetti promozionali. Forse hanno fatto dell’altro ma non si hanno, a proposito, informazioni. Commercianti, ristoratori e titolari di bar, da parte loro, sembrano aver scelto la fase dello studio e della verifica. Non ci sono notizie su iniziative particolari, promozioni, accordi con le strutture ricettive. Hanno, però,  lanciato un’iniziativa che ha una sua logica ma che non serve a richiamare nuova clientela. L’Aipt (Associazione imprenditori per Taormina), presieduta da Franco Parisi ha deciso di organizzare un convegno sul tema: “La pubblica sicurezza a Taormina”. Alla manifestazione, in programma per il prossimo 30 marzo, sono stati invitati i soci ma anche tutti gli altri operatori economici della città ma anche l’arma dei carabinieri, la questura, i dirigenti locali e provinciali della Guardia di Finanza. Un’iniziativa, quella dell’Aipt che può servire a fare pubblicità ad un programma della Direzione Investigativa Antimafia che sta operando, in sintonia con tutte le forze dell’ordine, a tutela della sicurezza e degli investimenti in tutto il polo turistico taorminese. L’associazione degli imprenditori taorminesi, in pratica, vuole capire cosa c’è sotto gli investimenti che stanno “ricadendo” sulla città ad opera di privati non taorminesi. Ed è proprio la Dia a coordinare gli accertamenti sui programmi e sui progetti che stanno interessando Taormina ed il suo hinterland. Il Dipartimento Investigativa Antimafia, però, sta operando con estrema discrezione, senza proclami. L’Aipt, invece, con un convegno pubblico, vuole fare da cassa di risonanza.
Questa è Taormina di fronte alla crisi ed all’emergenza. In altre parti della Sicilia, l’emergenza turistica si affronta con sistemi particolari  ma in linea con le esigenze del mercato o per stuzzicare il mercato. Un ticket unico per visitare la Villa Romana del Tellaro di Noto e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. L’idea è dei sindaci dei due centri, Corrado Valvo e Carmelo Nigrelli, e punta ad instaurare un collegamento virtuoso tra i due centri d’eccellenza del turismo culturale, anche alla luce dei grandi risultati in termini di visitatori avutisi a poco meno di un anno dall’apertura della Villa Romana del Tellaro e in considerazione della riapertura della Villa del Casale. A questo punto si sono mobilitati gli amministratori locali definendo un protocollo d’intesa che leghi ancora di più le due città, creando un collegamento turistico che superi le distanze territoriali, considerato anche che molti turisti che visitano Noto si recano anche a Piazza Armerina.
Ad Agrigento, invece, si è affidato all’enogastronomia un ruolo importante: invitare a scoprire il territorio nuova clientela. I turisti, insomma, hanno deciso di prenderli per la gola. Tra una pasta con le sarde, un trancio di tonno, una caponata (eccetera) i promotori dell’iniziativa hanno inserito visite alle zone archeologiche, ai musei locali, alle caratteristiche masserie, alle dimesse tonnare.

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