Taormina. Papale: “Persa l’identità della città”

Giuseppe Monaco

TAORMINA – “Il centro storico di Taormina ha perduto gran parte della sua identità. E’ diventata anonima perché ha perso le sue caratteristiche di borgo medioevale”. La “denuncia” è dell’assessore Costantino Papale, delegato del sindaco per la viabilità ma anche per la qualità della vita. “A me –spiega- non piacciono le ristrutturazioni che sono state eseguite in gran parte dei negozi, specie quelli del Corso, in alcune banche, in qualche albergo. Troppo alluminio anodizzato, troppo bianco che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche della città. A farsi una passeggiata nella strada vip di Taormina pare –continua- di essere nella periferia di una città qualsiasi. Si vedono cose che lasciano perplessi”.
L’assessore Papale è letteralmente scatenato. “Si è lasciata troppa libertà alla creatività degli ingegneri, geometri o architetti che hanno operato a Taormina. Probabilmente –dice- hanno portato a Taormina progetti già utilizzati in altri contesti ambientali, insomma delle fotocopie. Si sono trovate soluzioni estranee a questa città. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”.
-Perché non fa degli esempi, non indica quelli che definisce attacchi, offese all’identità di Taormina?
“Non c’è bisogno d’esempi: basta fare una passeggiata sul Corso e non solo sul Corso”.
-Ma non può essere che le nuove tendenze sul piano commerciale, urbanistico ed architettonico portino proprio alle soluzioni adottate negli ultimi anni a Taormina? Insomma, non può essere che lei, assessore, è rimasto legato ad un passato che non esiste più?
“Io credo di no; mi sento nella verità e di rappresentare la gran parte dell’opinione pubblica. Eventualmente, mi si spieghi perché sbaglio”.
-Si, però, quei progetti hanno ottenuto l’approvazione della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali.
“Tutto perché il comune, negli anni, non si è munito di un regolamento per le ristrutturazioni e per l’arredo urbano, di un piano dei colori. Un errore che ha il sapore dell’ autolesionismo. Temo si possa arrivare al suicidio. Mi spiego: se continua così c’è il concreto rischio di interferire sulle attività turistiche, quindi sull’economia cittadina”.
-In che senso?
“Mi chiedo: andando avanti senza regole, dove si finirà? E poi: ci sarà ancora tanta gente disponibile a passare le vacanze nella nostra città? Taormina rischia di vedere confermata la sua “vocazione” di tappa di passaggio per i turisti in giro per la Sicilia ai quali viene offerta come “optional” una visita al Teatro Antico. Temo possa aumentare il numero dei croceristi e quello dei turisti mordi e fuggi. E’ questo che Taormina vuole? Io credo di no. Per questo chiedo un confronto serrato sul piano politico e, contemporaneamente, uno studio interdisciplinare che consenta a Palazzo dei Giurati di varare tutti i regolamenti necessari per salvaguardare l’immagine della città e, principalmente, la sua identità. Chiedo a questa classe politica di essere capace di lasciare qualcosa di veramente significativo alle prossime generazioni: una città legata alla sua storia ed alle sue tradizioni”.
-Si, però, l’attuale Giunta, così come ha detto recentemente il sindaco, è destinata a scomparire o ad essere rivoluzionata. A chi si rivolge, quindi?
“Azzeramento della Giunta? Non mi pare si stia andando verso questa direzione. In ogni caso, il mio appello può intendersi diretto a quanti hanno a cuore le sorti della città: operatori, partiti, istituzioni. A loro va chiesto un colpo di reni che porti a soluzioni”.

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